Trento al centro di una rete di collegamenti verso le valli.
La proposta di Paolo Oss Mazzurana
Alla fine dell’Ottocento prende forma una visione ambiziosa: collegare Trento alle principali vallate del territorio attraverso una rete di ferrovie e tranvie.
La proposta nasce in un contesto di fermento infrastrutturale e crescente attenzione verso il trasporto ferroviario, che proprio in quegli anni si stava sviluppando in tutto l’arco alpino.
A promuoverla è Paolo Oss Mazzurana, podestà della città di Trento, che nel 1891 presenta al Consiglio Comunale un piano strategico volto a favorire lo sviluppo economico, sociale e turistico delle aree più isolate.
In una storica lettera indirizzata al consigliere aulico Giovanelli, Mazzurana delinea una mappa ferroviaria in cui Trento diventa il baricentro di una rete di collegamenti verso la Valsugana, le valli di Non, Sole, Cembra, Fiemme, Fassa, Giudicarie, Rendena, la Valle dei Laghi e l’Alta Valle Anaunia, con possibili estensioni verso la Valle Sabbia, la Val Camonica, l’Agordino e Cortina d’Ampezzo.
“Le valli trentine sono bensì percorse da strade, ma queste non bastano più a sopperire alle odierne esigenze di traffico.”
Oss Mazzurana, 1891, dalla lettera inviata al consigliere aulico Giovanelli
Realizzazioni parziali
Di queste proposte, solo alcune troveranno concreta attuazione:
- La ferrovia della Valsugana, inaugurata nel 1896 per la parte trentina
- Le tranvie Trento–Dermulo-Malè e Dermulo-Passo Mendola, inaugurate nel 1909.
- La ferrovia Mori–Arco–Riva del Garda, già in esercizio dal 1891.
Tra i progetti rimasti sulla carta, uno dei più promettenti fu quello della Tranvia Avisiana, che nel 1904 entrò nella fase di progettazione.











