Domande frequenti e approfondimenti
In questa sezione trovi risposte ai dubbi più frequenti sulla Ferrovia Avisio — dagli aspetti tecnici ai benefici per il territorio.
Le informazioni si basano sugli studi condotti finora e sull’evoluzione del progetto a livello istituzionale.
Esito degli studi preliminari
Quali studi preliminari sono già stati completati?
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- Studio Qnex, Bolzano (2010)
Analisi trasportistica e socioeconomica
vai allo studio - Studio Università di Verona (2015)
Analisi tecnica e ipotesi di tracciato
vai allo studio) - Studio Qnex, Bolzano (2017)
Scenari di mobilità nelle valli dell’Avisio (2017-2030)
(vai allo studio - Studio IBV Hüsler, Zurigo (2021)
Analisi economica, costi-benefici e confronto tra soluzioni di trasporto
vai allo studio
- Studio Qnex, Bolzano (2010)
Lo studio di Verona conferma la prefattibilità tecnica della Ferrovia Avisio?
Sì. Lo studio dell’Università di Verona del 2015 ha analizzato il progetto della Ferrovia Avisio e ne ha confermato la prefattibilità tecnica.
Ha valutato diversi tracciati, tempi di percorrenza, costi indicativi e soluzioni ingegneristiche compatibili con il territorio alpino.
Lo studio ha evidenziato che l’opera è realizzabile, pur richiedendo ulteriori approfondimenti progettuali.
Lo studio svizzero conferma la sostenibilità economica della Ferrovia Avisio?
Sì. Lo studio condotto da IBV Hüsler AG ha confermato la prefattibilità economica del collegamento ferroviario tra Trento e Penia di Canazei.
Secondo l’analisi, se la ferrovia esistesse già, sarebbe mantenuta in esercizio per il valore aggiunto che genera rispetto al solo trasporto su gomma, in termini di mobilità, sostenibilità e benefici territoriali.
Scelte di tracciato
Quali criteri guidano la scelta del tracciato?
Lo studio dell’Università di Verona del 2015 considera diversi fattori: accessibilità ai centri abitati, impatto ambientale e paesaggistico, fattibilità tecnica e potenziale di sviluppo territoriale.
Tracciato in Val di Cembra: sponda destra o sinistra?
Lo studio di Verona del 2015 ha analizzato due ipotesi di tracciato:
- Sponda destra (Giovo, Cembra, Grumes): stazioni vicine ai centri abitati e minore complessità orografica.
Lo studio ha privilegiato questa ipotesi.
- Sponda sinistra (Albiano, Segonzano, Sover): risulterebbe poco accessibile, con stazioni costruite nel fondovalle e la necessità di nuove infrastrutture stradali per raggiungerle.
La scelta definitiva sarà comunque approfondita nel progetto di fattibilità in corso.
Tracciato in Val di Fiemme: fondovalle o mezzacosta?
Lo studio di Verona del 2015 ha analizzato due ipotesi di tracciato:
- Mezzacosta: attraversa i centri maggiori (Castello di Fiemme, Cavalese, Tesero, zona Ospedale), garantendo stazioni più vicine alla popolazione e una migliore integrazione territoriale.
È l’opzione preferita nello studio, perché valorizza la funzione sociale della ferrovia.
- Fondovalle: più diretto, con fermate a Molina, Masi, Lago e Panchià, ma meno accessibile ai centri abitati principali.
La scelta definitiva sarà comunque approfondita nel progetto di fattibilità in corso.
Perché non si riutilizza il tracciato della ferrovia dismessa Ora-Predazzo?
Perché non risponde alle esigenze di mobilità attuali.
La ferrovia Ora-Predazzo, dismessa nel 1963 e nata per scopi bellici, è stata valutata come ipotesi di tracciato da Ora a Cavalese con prosecuzione per Canazei, ma presenta diverse criticità:
- Non collega Trento, nodo strategico per i collegamenti internazionali
- Tempi di percorrenza più lunghi e scarso bacino di utenza
- Limiti tecnici (dislivello tra Egna e Passo San Lugano)
- Costi elevati per un tracciato nuovo, in gran parte in galleria
- Attraversa zone meno popolose, mentre il collegamento verso Trento coinvolge la Val di Cembra, con maggior potenziale economico e sociale.
- La presenza dell’attuale ciclabile renderebbe comunque necessaria una ricostruzione ex novo
Fasi di realizzazione
Come potrebbe avvenire la realizzazione della ferrovia?
La realizzazione della Ferrovia dell’Avisio potrebbe avvenire per fasi, in base alle valutazioni tecniche e strategiche degli enti competenti.
La proposta progettuale prevede il collegamento da Trento a Penia di Canazei, tuttavia, secondo l’analisi del traffico pubblicata dalla Provincia Autonoma di Trento, circa l’80% degli spostamenti avviene nella tratta interna tra Fiemme e Fassa. Per questo, una possibile fase iniziale potrebbe riguardare il collegamento tra Castello di Fiemme e Canazei.
Allo stesso tempo, la partenza da Trento e il passaggio in Val di Cembra rappresentano un’opzione strategica per garantire da subito il collegamento con la rete ferroviaria nazionale e il corridoio del Brennero.
Utilità del servizio
La nuova ferrovia sarà destinata al trasporto passeggeri o anche merci?
La priorità è il trasporto passeggeri.
L’obiettivo è offrire un servizio rapido e confortevole a pendolari, studenti, residenti e turisti.
Il treno sarà utile anche nei periodi con pochi turisti?
Sì. Il treno sarà attivo tutto l’anno, come mezzo di mobilità quotidiana per i residenti e come alternativa comoda e sostenibile all’auto per i visitatori.
È ideale per chi lavora o studia, per il pendolarismo locale e per le attività all’aperto come escursionismo, ciclismo e sci, anche nei mesi di bassa stagione.
Inoltre, favorisce un turismo internazionale e destagionalizzato, migliorando la raggiungibilità delle valli dalle città e dagli aeroporti del Nord Italia.
Il treno avrà benefici anche sulla città di Trento?
Sì, il nuovo collegamento sarà strategico anche per Trento, contribuendo a ridurre il traffico in ingresso e in uscita verso le valli, soprattutto nelle ore di punta.
Il treno dell’Avisio si inserirà in un sistema di mobilità integrata che alleggerisce la pressione automobilistica e rafforza le connessioni tra città e valli. Opererà in sinergia con il potenziamento delle ferrovie di valle già esistenti (Valsugana e Trento–Mezzana) e con le nuove infrastrutture in programma, come la linea del Garda e la tranvia urbana di Trento.
Che legame c’è tra la Ferrovia dell’Avisio e la nuova linea Alta Velocità Verona-Monaco?
La Ferrovia dell’Avisio non è un progetto isolato, ma si inserisce in una visione più ampia di mobilità alpina. Il nuovo collegamento consentirà a residenti e turisti delle valli di raggiungere facilmente Trento e, da lì, connettersi alla rete ferroviaria nazionale ed europea.
La Galleria di Base del Brennero, insieme alla nuova linea alta velocità verso Monaco e Verona, sarà la grande porta d’accesso all’Europa: grazie a essa, i viaggiatori potranno spostarsi più rapidamente verso Monaco, Innsbruck e le principali città del Nord Italia.
In questo quadro, la Ferrovia dell’Avisio diventa un tassello che collega i territori locali alle grandi reti europee, favorendo accessibilità internazionale e nuove opportunità di sviluppo.
Perché dovrei scegliere il treno se non ho mai usato i mezzi pubblici?
Il treno cambia davvero il modo di muoversi: è veloce, silenzioso e confortevole. Ti libera dal traffico, dalla guida e dai parcheggi.
Nelle Valli dell’Avisio oggi manca una vera alternativa all’auto: molti evitano l’autobus perché lo percepiscono come scomodo, con orari e tempi poco pratici. Il treno offre un servizio più regolare, affidabile e competitivo nei tempi di percorrenza, rendendo più semplice scegliere una modalità diversa dall’auto.
E se vivi a qualche chilometro di distanza dalla ferrovia, puoi raggiungere in auto la stazione più vicina e continuare il viaggio comodamente in treno.
Confronto con auto privata e bus
Perché il treno se in futuro ci saranno sempre più auto elettriche?
Il treno sposta molte persone con un solo mezzo, garantisce tempi certi anche nelle ore di punta e riduce la pressione sulla rete stradale.
Le auto elettriche sono fondamentali per la transizione ecologica della mobilità e contribuiscono a ridurre l’inquinamento, ma non risolvono traffico, code, tempi imprevedibili e i costi di gestione dell’auto che pesano sulle famiglie.
Anche con un parco auto completamente elettrico, il numero di veicoli sulle strade resterebbe lo stesso. Per questo il treno non punta a sostituire l’auto, ma a ridurre il numero di auto in circolazione, offrendo un’alternativa pratica e competitiva.
Serve realizzare una ferrovia se ci sono già gli autobus?
Sì. Investire nella ferrovia significa progettare il futuro delle valli con un sistema più efficiente, comodo, veloce, sostenibile e competitivo rispetto all’auto.
Potenziare gli autobus può essere utile nel breve periodo, ma non risolve i limiti strutturali della mobilità nelle valli.
Oggi, un autobus da Canazei a Trento impiega tra 2 ore e mezza e 4 ore, con traffico, ritardi e coincidenze saltate che compromettono la qualità del viaggio.
Un treno impiegherebbe invece circa 90 minuti, viaggiando su un’infrastruttura dedicata e indipendente dalla viabilità ordinaria.
Ha davvero senso investire su un treno se spesso si vedono autobus quasi vuoti?
È un pregiudizio molto diffuso, ma non sempre corrisponde alla realtà.
Gli autobus sono vuoti quando il servizio non risponde alle esigenze delle persone: orari scomodi, percorsi poco pratici, frequenze insufficienti.
In Val di Fassa, l’aumento delle corse estive ha portato più passeggeri – segno che la domanda c’è. Ma ha anche mostrato i limiti del sistema attuale: sovraffollamento, ritardi nei periodi turistici, coincidenze saltate.
Il treno è un salto di qualità: più veloce, regolare e attrattivo.
Quando il trasporto pubblico funziona, le persone lo scelgono. E le abitudini cambiano.
Che fine faranno gli autobus se ci sarà il treno?
Il treno sarà l’asse portante della mobilità pubblica, ma gli autobus continueranno a operare come servizio complementare.
Garantiranno i collegamenti tra le stazioni ferroviarie e le località non raggiunte direttamente dal treno, come tra Cavalese e Varena.
I servizi su gomma saranno coordinati con gli orari dei treni per garantire comodità e continuità negli spostamenti.
L’integrazione gomma-rotaia, insieme ai parcheggi di interscambio per le auto, costruirà un sistema funzionale e ben organizzato.
Quante persone può trasportare un treno rispetto a un autobus?
Un treno regionale moderno può trasportare tra 200 e 400 passeggeri, a seconda del modello e della configurazione (posti a sedere e in piedi). Alcuni convogli a doppia composizione possono superare i 500 posti.
Un autobus di linea, invece, ha una capacità media di 50–80 passeggeri, inclusi posti in piedi.
Tempi di viaggio e frequenze
Il treno ridurrà i tempi di percorrenza nelle valli dell’Avisio?
Sì, secondo le stime preliminari elaborate nello studio dell’Università di Verona, sulla tratta Trento-Canazei il treno potrebbe dimezzare i tempi di viaggio rispetto agli autobus attuali e risultare leggermente più rapido all’auto privata.
Si tratta di valutazioni preliminari, non di un progetto di fattibilità tecnico-economico ufficiale, ma offrono un primo orientamento sul potenziale della nuova linea.
Oggi il viaggio in autobus da Trento a Canazei richiede diverse ore, con tempi molto variabili in base al traffico, alle coincidenze e alla stagione.
Per maggiore chiarezza, ecco un confronto tra la situazione attuale e quella ipotizzata con la futura ferrovia.
Situazione attuale – le soluzioni disponibili
🚌 Autobus – Soluzione 1: bus diretto via autostrada
| Percorso | Trento ➜ Egna ➜ Cavalese ➜ Canazei (senza fermate intermedie tra Trento e Castello di Fiemme) |
|---|---|
| Cambi previsti | Nessuno |
| Durata del viaggio | 2 h 20 min |
| Durata massima | Fino a 4 h |
| Variabili |
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| Frequenza feriale | Ogni 3 h (4-5 corse al giorno) |
🚌 Autobus – Soluzione 2: Treno + bus via Ora e Cavalese
| Percorso | Trento ➜ Ora (treno) Ora ➜ Cavalese (1° bus) Cavalese ➜ Canazei (2° bus) |
|---|---|
| Cambi previsti | 2 cambi |
| Durata del viaggio | 3 h |
| Durata massima | Fino a 5 h |
| Variabili |
|
| Frequenza feriale | Ogni ora
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🚗 Automobile
| Percorso | Trento ➜ Canazei (via Egna, Passo San Lugano) |
|---|---|
| Durata del viaggio | 1 h 40 min (via A22) 2h (via SS12) |
| Durata massima | Fino a 3 h |
| Variabili |
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Ipotesi futura – ferrovia avisio (progetto)
🚅 Treno diretto Trento – Canazei
| Percorso | Trento ➜ Val di Cembra ➜ Cavalese ➜ Canazei |
|---|---|
| Cambi previsti | Nessuno |
| Durata del viaggio | Circa 1 h 30 min |
| Durata massima | Fino a 2 h 30 min |
| Variabili |
|
| Frequenza feriale (ipotesi in bassa stagione turistica) |
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| Frequenza feriale (ipotesi in alta stagione turistica) |
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Accessibilità e attrattività del servizio
Come si può rendere davvero attrattivo il servizio?
Secondo lo studio dell’Università di Verona del 2015, il servizio può diventare attrattivo grazie a:
- Stazioni vicine ai centri abitati (entro 1 km), per favorire l’accessibilità pedonale e ridurre l’uso dell’auto
- Fermate in prossimità degli impianti di risalita, come Cavalese Cermis e Campitello Col Rodella, per facilitare l’accesso a sciatori ed escursionisti
Queste soluzioni sono ipotesi di studio: il tracciato e le fermate saranno definiti con precisione nello studio di fattibilità attualmente in corso.
Impatto ambientale e paesaggistico
La ferrovia è compatibile con l’ambiente?
Sì. La Ferrovia dell’Avisio punta a migliorare la mobilità riducendo l’impatto ambientale. Ci sono degli studi eseguiti dalle ferrovie federali svizzere che scientificamente lo dimostrano.
La ferrovia è considerata un’infrastruttura a basse emissioni, con ridotto consumo di suolo e ad alta capacità di trasporto: un treno può trasportare fino a 500 persone, mentre un’auto ne ospita mediamente 4. Questo significa che un solo treno può sostituire fino a 125 automobili, contribuendo a ridurre traffico, inquinamento e pressione sul territorio.
La Val di Fassa ha spazio per una ferrovia?
Sì. Secondo lo studio dell’Università di Verona (2015) esistono soluzioni tecniche compatibili con la morfologia della valle, come gallerie brevi e tracciati integrati nel paesaggio.
La ferrovia è un’infrastruttura particolarmente adatta agli spazi stretti: nelle Alpi, le gallerie sono una pratica consolidata che riduce l’impatto ambientale, migliora l’efficienza del servizio e la resilienza dell’infrastruttura.
