L’attualità di una visione ferroviaria

L’attualità di una visione ferroviaria

Tra sogni realizzati, tracciati perduti e linee che resistono

L’eredità di una visione lungimirante

Pur non essendo stato realizzato nella sua interezza, il progetto complessivo rappresenta ancora oggi una straordinaria testimonianza di lungimiranza.

Già alla fine dell’Ottocento, amministratori come Paolo Oss Mazzurana ed Emanuele Lanzerotti, avevano intravisto nel trasporto su rotaia non solo un mezzo di collegamento tra territori, ma anche un potente strumento di sviluppo socioeconomico.

“Una rete ferroviaria elettrica a scartamento ridotto, che colleghi le valli alpine trentine con le regioni limitrofe, non è soltanto un’opera di progresso tecnico, ma un mezzo per rinsaldare i legami economici e culturali tra popoli di montagna.”

E. Lanzerotti, 1910

I tracciati perduti

Alcuni collegamenti ferroviari furono effettivamente realizzati, ma dismessi troppo presto.

Considerati “rami secchi” e linee secondarie non più funzionali in un’epoca dominata dalla crescita del trasporto automobilistico, vennero progressivamente abbandonati.

Ferrovie dismesse in Trentino:

  • Tranvia Dermulo-Fondo-Passo Mendola (1909 – 1934)
  • Ferrovia Mori-Arco-Riva del Garda (1891 – 1936)
  • Ferrovia Ora-Predazzo (1918 – 1963)

Le ferrovie che hanno resistito

Solo due linee hanno superato il declino ferroviario iniziato negli anni ’60, mantenendo un ruolo attivo nel trasporto pubblico regionale.

Ferrovie ancora in esercizio in Trentino:

  • La ferrovia Trento-Malè, convertita da tranvia in ferrovia verso la fine degli anni ’50 e prolungata fino a Mezzana negli anni Duemila.
  • La ferrovia della Valsugana, tuttora operativa tra Trento e Bassano del Grappa

Queste linee rappresentano l’eredità di una visione che immaginava il treno come strumento di coesione territoriale e progresso civile.


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