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La storia

La ferrovia della Val di Fiemme era una ferrovia a scartamento ridotto, costruita dal genio militare austriaco.

La linea fu operativa dal 1917 al 1963, collegando la ferrovia del Brennero alla val di Fiemme.

Scheda storica sintetica

1891
Le prime ipotesi di tracciato

Le prime idee per un accesso alla Val di Fiemme iniziano a circolare alla fine dell’Ottocento.

Due sono i progetti ferroviari principali:

  • Uno proposto da Paolo Oss Mazzurana, sindaco di Trento, che prevede di partire da Lavis, risalire la Val di Cembra e raggiungere Predazzo1 1891 1915 ipotesi tracciato lavis moena mazzurana
  • L’altro, sostenuto da Bolzano, che punta su un asse Egna-Predazzo-Moena2 1891 1915 ipotesi tracciato ora predazzo bolzano

Su queste due ipotesi si sviluppa, per oltre vent’anni, un confronto anche acceso tra i sostenitori delle due proposte.

1915
La guerra accelera la costruzione
La guerra accelera la costruzione

L’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, nel maggio del 1915, accelera la realizzazione della tratta Ora-Predazzo accantonando definitivamente il percorso da Lavis.

L’obiettivo militare era chiaro: trasportare in 24 ore, da Ora alla val di Fiemme, un’intera brigata di fanteria, completa di equipaggiamento e armamento.

Per questo motivo, lo Stato Maggiore dell’Impero austro-ungarico adotta il progetto sostenuto da Bolzano.

Data l’urgenza e per evitare la costosa costruzione di un ponte sull’Adige, l’innesto sulla linea del Brennero viene spostato da Egna a Ora.

Una ferrovia pensata anche per il futuro
Una ferrovia pensata anche per il futuro

Malgrado le priorità belliche, l’opera viene costruita con la prospettiva di un successivo utilizzo civile e turistico.

Infrastrutture, traversine e materiale rotabile di nuova costruzione vengono sin dall’inizio progettati per consentire una migrazione agevole dallo scartamento iniziale di 750 mm a quello di 1.000 mm, e per un’eventuale elettrificazione.

Un nodo strategico per le Alpi
Un nodo strategico per le Alpi

La ferrovia fu dimensionata come fulcro di un esteso sistema di trasporti, che assieme alla Trento-Malé-Mezzana e alla ferrovia delle Dolomiti Belluno-Cortina d’Ampezzo-Dobbiaco avrebbe costituito il prolungamento da Tirano della trasversale alpina svizzera.

La Stazione di Ora Val di Fiemme risulta il più grande impianto a scartamento ridotto dell’Impero austro-ungarico con 8,2 km di binari e 85 scambi.

1916
Lavori di costruzione e forza lavoro
Lavori di costruzione e forza lavoro

I lavori iniziano nell’inverno 1915-1916.

Gli addetti raggiungono punte massime di 6.000 uomini, così suddivisi:

  • 3.900 civili
  • 600 militari
  • 1.500 prigionieri, prevalentemente serbi, russi e montenegrini

Molti di questi muoiono, decimati da malattie e privazioni.

Non manca, soprattutto nel tratto terminale della linea, il contributo di numerose donne.

Il 1917 è un anno di grave carestia, che causa sofferenze e morte tra la popolazione e i militari combattenti.

Per le donne del posto che lavorano alle ultime fasi di costruzione, questa rappresenta l’occasione di avere garantito il cibo.

1917
Inaugurazione del primo tratto Ora-Cavalese
Inaugurazione del primo tratto Ora-Cavalese

La tratta Ora-Cavalese viene inaugurata il 23 giugno 1917.

Nel frattempo, proseguono i lavori di costruzione della ferrovia nel tratto Cavalese-Predazzo.

Ma la conquista, da parte italiana del Monte Cauriol (catena del Lagorai) obbliga il progettista, ingegnere Orley, a modificare il tracciato in direzione del fondovalle in Val di Fiemme, per evitare che la ferrovia potesse essere colpita dai cannoni italiani posti sul monte.

1918
Inaugurazione del secondo tratto Cavalese-Predazzo
Inaugurazione del secondo tratto Cavalese-Predazzo

Il tratto Cavalese-Predazzo entra in funzione solo il 1º febbraio 1918 quando ormai, a causa dell’arretramento del fronte italiano seguito alla rotta di Caporetto, la zona del Lagorai era diventata una retrovia.

Gestione austro-ungarica e passaggio alle Ferrovie dello Stato
Gestione austro-ungarica e passaggio alle Ferrovie dello Stato

La ferrovia è sotto gestione asburgica per meno di un anno: nel novembre 1918 con la fine della guerra e il passaggio del Trentino-Alto Adige all’Italia, la linea cambia amministrazione passando sotto la gestione delle Ferrovie dello Stato.

I tempi di percorrenza superano le quattro ore.

1929
Gestione FEVF, Ferrovia Elettrica Val di Fiemme
Gestione FEVF, Ferrovia Elettrica Val di Fiemme

La gestione delle Ferrovie dello Stato cessa il 31 dicembre 1927 per passare alla Ferrovia Elettrica Val di Fiemme (FEFV), società appositamente costituita che ha ottenuto la concessione per la sistemazione, elettrificazione ed esercizio della linea Ora-Predazzo.

Nell’ambito dei lavori di elettrificazione, viene realizzata una linea aerea a sospensione trasversale, sorretta da pali in cemento armato nelle stazioni, mentre lungo la linea si utilizza legno di larice.

Lo scartamento dei binari è elevato a 1 metro.

Il 28 ottobre 1929 si inaugura l’elettrificazione e i tempi di percorrenza si ridussero a 2 ore e 15 minuti.

Crescita del traffico e sviluppo turistico
Crescita del traffico e sviluppo turistico

A seguito dell’elettrificazione, il traffico passeggeri aumenta rapidamente.

Nel 1940 circolano dieci treni viaggiatori al giorno, oltre a convogli merci carichi di legname, minerali e altri prodotti della valle.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’esercizio della ferrovia – seppur ridotto al minimo – non viene mai completamente interrotto.

Nel secondo dopoguerra, la linea ha una rinnovata giovinezza, sia nel trasporto merci che nel trasporto passeggeri, sull’onda dello sviluppo turistico della Val di Fiemme.

La vocazione turistica della linea è evidente: attraversava tratti panoramici di grande valore, tanto da essere soprannominata “Ferrovia del Paradiso”.

1963
Chiusura e smantellamento
Chiusura e smantellamento

Negli anni ’60 si decide dapprima di ridurre il numero di corse giornaliere del trenino, poi di chiudere definitivamente la linea ferroviaria.

Tra le cause principali, l’inarrestabile diffusione dell’auto privata e lo sviluppo del trasporto pubblico su gomma, ritenuto in quel periodo più economico, veloce e flessibile rispetto alla ferrovia.

L’ultimo viaggio avviene il 10 gennaio e nel giro di pochi anni, l’intera infrastruttura viene smantellata.

Tutto il materiale rotabile – motrici, locomotori, carrozze e carri merci – insieme ai trasformatori di alimentazione della linea elettrica, vengono ceduti alla Ferrovia Genova Casella, una piccola ferrovia a scartamento ridotto che ancora oggi resiste al tempo.

2000
Dalla ferrovia alla ciclabile: una nuova vita per il tracciato
Dalla ferrovia alla ciclabile: una nuova vita per il tracciato

A distanza di qualche decennio dalla dismissione, gran parte del sedime ferroviario è stato riconvertito in una pista ciclabile panoramica, che da Ora (BZ) risale la valle fino a raggiungere il capolinea a Predazzo.

Con la realizzazione della ciclabile anche in Val di Fassa, l’esperienza ciclopedonale si estende oggi fino a Penia di Canazei, mentre nella Bassa Atesina la stessa ciclabile è collegata alle piste che si diramano verso il Lago di Caldaro a Ovest, Bolzano a Nord e Salorno-Trento verso Sud.

2013
La memoria della FEVF continua a vivere
La memoria della FEVF continua a vivere

2013: 50 anni della dismissione

L’Associazione Transdolomites si è fatta promotrice di una serie di iniziative per ricordare i 50 anni dalla dismissione della storica ferrovia della Val di Fiemme.

Il programma degli eventi si è svolto da maggio a novembre 2013, coinvolgendo tutti i comuni da Ora a Predazzo e fino a Canazei.

Il viaggio della B51

Tra gli eventi più significativi, figura il trasporto speciale e l’esposizione dell’elettromotrice B51, uno dei veicoli storici in esercizio sulla linea Ora-Predazzo.

Nel 1963 la B51 è stata trasferita sulla Genova-Casella.

Successivamente, nel 2008, viene acquistata da Trentino Trasporti, ormai ridotta in pessime condizioni.

Dopo un accurato restauro, è stata rimessa in servizio nell’ottobre 2009 sulla linea Trento-Mezzana, in occasione del centenario della ferrovia Trento-Malé.

Lo scopo è quello di utilizzarla per treni storici.

Il viaggio della B51 parte da Ora (BZ) il 12 giugno 2013 e, dopo varie tappe di esposizione, raggiunge Canazei il 9 luglio.

2020
Il progetto del Museo diffuso
Il progetto del Museo diffuso

Dopo il successo delle celebrazioni del 2013, Transdolomites propone di mantenere viva la memoria storica della ferrovia della Val di Fiemme attraverso la creazione di un Museo diffuso tra Ora-Predazzo.

Il progetto prevede l’allestimento di spazi espositivi all’interno degli immobili ferroviari e lungo il tracciato all’aperto.

Si tratta del primo Museo diffuso in Italia dedicato alle ferrovie di montagna a scartamento 1.000 mm.

Scopri il Museo diffuso

Altre iniziative

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