Statuto

Art. 1 – Denominazione e sede

Ai sensi della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle norme del Codice civile in tema di associazioni, è costituita l’Associazione di promozione sociale denominata “Transdolomites”.
L’Associazione ha sede nel comune di Pozza di Fassa, Strada Ruf de Ruacia, 19. L’eventuale variazione della sede legale non comporta modifica statutaria, salva apposita delibera del Consiglio Direttivo.
L’Associazione ha durata illimitata.
L’Associazione opera in ambito locale e nazionale, nonché potrà operare anche in ambito internazionale. In particolare, l’Associazione svolge la propria attività nelle Valli di Fassa, Fiemme, e Cembra, con possibile estensione ai succitati ambiti provinciale, nazionale ed internazionale.
L’Associazione potrà istituire sezioni o sedi secondarie, in Italia e all’estero.

Art. 2 – Scopi e attività

L’Associazione non ha finalità di lucro e si propone di svolgere attività di utilità sociale, nei confronti degli associati e di terzi, nei settori della mobilità, del turismo sostenibile, della tutela ambientale, della cultura alpina e dell’aggregazione sociale, nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati.
A tale fine l’Associazione potrà compiere ogni azione diretta a favorire la conoscenza e l’approfondimento di tematiche relative alla mobilità ed al turismo sostenibile nelle Valli di Fassa , Fiemme e Cembra, promuovendo forme alternative di trasposto in ambiente alpino in funzione di un innalzamento e miglioramento della qualità della vita individuale e collettiva, altresì nel rispetto e nella condivisione degli obiettivi previsti dalla Convenzione delle Alpi.
E’ esclusa qualsiasi finalità politica, sindacale, professionale o di categoria, ovvero di sola tutela degli interessi economici degli associati.
Non sono consentite limitazioni con riferimento alle condizioni economiche e discriminazioni di qualsiasi natura in relazione all’ammissione degli associati.

In particolare, al fine di perseguire gli scopi istituzionali, l’Associazione può svolgere le seguenti attività:
– organizzare conferenze, convegni, seminari e incontri sui temi della mobilità, del turismo sostenibile e della tutela ambientale nelle Valli di Fiemme e di Fassa e Cembra
– promuovere e gestire studi e ricerche in materia di forme alternative di trasporto in ambiente alpino, con l’obiettivo di un miglioramento della vita individuale e collettiva;
– organizzare corsi e moduli formativi per la conoscenza e l’approfondimento della storia della viabilità nelle Valli di Fiemme di Fassa e Cembra, nonché per lo studio della Convenzione delle Alpi e per la programmazione di nuove ed alternative forme di trasporto;
– predisporre e realizzare, anche attraverso accordi di partenariato, programmi e progetti di istituzione e gestione di nuove forme di viabilità e di trasporto;
– organizzare campagne di sensibilizzazione e di raccolta di fondi sui temi della mobilità, del turismo sostenibile e della tutela ambientale nelle Valli di Fassa, Fiemme e Cembra ;
– organizzare interventi informativi sui temi in oggetto presso istituti scolastici pubblici e privati;
– collaborare con altre Associazioni, Enti ed organismi nazionali ed internazionali, operanti nei settori della mobilità e del turismo sostenibile;
– collaborare con altri Enti, pubblici e privati, anche mediante la stipula di rapporti negoziali, convenzionati o contributivi.

Per il perseguimento dei propri scopi l’Associazione potrà effettuare attività economiche e commerciali, accessorie, strumentali e sussidiarie ai fini istituzionali.

L’Associazione, per il perseguimento dei propri fini istituzionali, si avvale prevalentemente delle attività prestate in forma libera e gratuita dagli associati. In caso di particolare necessità, l’Associazione può assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestatori di lavoro autonomo o professionale, anche ricorrendo a propri associati.
E’, altresì, previsto il rimborso delle spese effettivamente sostenute, analiticamente documentate e autorizzate preventivamente dal Consiglio Direttivo.

L’ordinamento interno dell’Associazione è ispirato a criteri di democraticità ed uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, le cariche associative sono elettive e tutti gli associati possono esservi nominati.

Art. 3 – Ammissione ed esclusione degli associati

Sono ammessi a far parte dell’Associazione tutti coloro i quali, aderendo alla finalità istituzionali dell’Associazione, intendano collaborare al loro raggiungimento garantendo il versamento dell’eventuale quota associativa annuale. Possono, altresì, aderire gli enti giuridici non commerciali interessati rappresentati dal rispettivo Presidente, ovvero da altro consigliere da questo delegato.
Ai fini dell’adesione all’Associazione, chiunque ne abbia interesse può fare domanda scritta al Consiglio Direttivo, che provvede all’ammissione. Contro l’eventuale diniego, motivato, è possibile proporre appello alla prima Assemblea ordinaria utile. La decisione è inappellabile.

L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo, fermo restando in ogni caso il diritto al recesso. E’, quindi, espressamente esclusa la partecipazione temporanea alla vita associativa. E’, altresì, prevista l’uniformità del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo.

Le quote e i contributi associativi sono intrasmissibili, ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte, e non sono rivalutabili.

La qualità di associato si perde:
a) per morosità nel pagamento della quota associativa, protrattasi oltre il termine del primo di giugno di ogni anno; b) per recesso volontario;
c) per esclusione.

L’associato che intende recedere dall’Associazione deve darne comunicazione scritta al Presidente e il recesso ha effetto immediato.

Il Consiglio Direttivo provvede all’esclusione dell’associato per comportamento contrastante con gli scopi dell’Associazione e per persistenti violazioni degli obblighi statutari.
Contro il provvedimento di esclusione, che deve contenere le motivazioni, è possibile proporre appello alla prima Assemblea ordinaria utile.
Prima di procedere all’esclusione devono essere contestati per iscritto all’associato gli addebiti che allo stesso vengono mossi, consentendo facoltà di replica, tranne che per l’ipotesi di decadenza per morosità per la quale l’esclusione si perfeziona automaticamente con il decorrere del termine previsto per il pagamento.
Fino alla data di convocazione dell’Assemblea, ai fini del ricorso, il socio interessato dal provvedimento di esclusione si intende sospeso. Egli può partecipare alle riunioni assembleari senza diritto di voto.

Il socio receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate.

Art. 4 – Diritti e doveri dei soci

Non è prevista alcuna differenza di trattamento tra i soci riguardo ai diritti ed ai doveri nei confronti dell’Associazione.

I soci hanno il diritto di partecipare effettivamente alla vita dell’Associazione; partecipare all’Assemblea con diritto di voto, ivi compresi i diritti di elettorato attivo e passivo; essere informati su tutte le attività ed iniziative dell’Associazione; prendere visione di tutti gli atti deliberati e di tutta la documentazione relativa alla gestione dell’Associazione con possibilità di ottenerne copia a proprie spese. In particolare, ciascun socio maggiore di età ha diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello Statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’Associazione.

I soci sono tenuti alla corresponsione di una quota associativa annuale nella misura e nei termini fissati dal Consiglio Direttivo; al rispetto dello Statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali.

Art. 5 – Organi sociali

Sono organi dell’Associazione: a) l’Assemblea dei soci;
b) il Consiglio Direttivo;
c) il Collegio dei Revisori dei Conti.

Tutte le cariche sociali sono elettive e gratuite, salvo il diritto al rimborso delle spese vive effettivamente sostenute in ragione dell’incarico ricoperto. E’, quindi, garantita la libera eleggibilità degli organi sociali.

L’elezione degli organi dell’Associazione non può essere in alcun modo vincolata o limitata ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo.

Art. 6 – Assemblea

L’Assemblea è organo sovrano dell’Associazione e si compone di tutti i soci in regola con il versamento della quota associativa annuale.
Essa è convocata dal Presidente almeno due volte all’anno, per la rispettiva approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo. L’Assemblea può essere convocata anche su richiesta della maggioranza dei consiglieri ovvero quando ne faccia domanda motivata almeno un decimo dei soci.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente o dal Vice Presidente, ovvero da altro associato indicato in sede di riunione assembleare.

Per convocare l’Assemblea, il Consiglio Direttivo si riunisce in seduta, delibera il giorno e l’ora della prima convocazione ed il giorno e l’ora della seconda convocazione, che deve avvenire almeno il giorno successivo alla prima.
La convocazione è fatta mediante avviso scritto a tutti i soci, anche se sospesi o esclusi in attesa di giudizio definitivo, almeno sette (7) giorni prima di quello fissato per l’adunanza, con indicazione del luogo, dell’ora e degli argomenti all’ordine del giorno. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le adunanze cui partecipano di persona o per delega tutti i soci.

L’Assemblea può essere costituita in forma ordinaria e straordinaria.

L’Assemblea ordinaria ha i seguenti compiti:
– discute ed approva i bilanci consuntivo e preventivo predisposti dal Consiglio Direttivo;
– definisce il programma generale annuale di attività;
– procede alla elezione degli organi sociali;
– discute e approva gli eventuali regolamenti predisposti dal Consiglio Direttivo per il funzionamento dell’Associazione;
– delibera sui ricorsi avverso i provvedimenti di diniego di adesione e di esclusione dall’Associazione; – discute e decide su tutti gli argomenti posti all’ordine del giorno.
L’Assemblea ordinaria, in prima convocazione, è validamente costituita con la presenza della metà più uno degli associati; in seconda convocazione, che deve avvenire almeno il giorno successivo alla prima, è validamente costituita con qualsiasi numero di associati presenti.
Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono prese a maggioranza dei voti degli associati presenti, sia in prima che in seconda convocazione.

L’Assemblea straordinaria delibera sulla modifica dello Statuto, sullo scioglimento dell’Associazione e sulla devoluzione dell’eventuale patrimonio residuo.
Per le modifiche statutarie l’Assemblea straordinaria delibera in presenza di almeno tre quarti degli associati e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In seconda convocazione, è ammesso il voto favorevole della maggioranza di qualunque numero di presenti.
Per lo scioglimento dell’Associazione e devoluzione del patrimonio, l’Assemblea straordinaria delibera con il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

Ciascun associato ha diritto a un solo voto e può intervenire personalmente o per il tramite di un altro associato munito di delega scritta. E’ ammesso il numero massimo di due deleghe per associato.
Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, i consiglieri non hanno diritto di voto.
Per le votazioni si procede normalmente con voto palese, o a scrutinio segreto quando ne faccia richiesta almeno un decimo dei presenti.
Per l’elezione delle cariche sociali si procede mediante il voto a scrutinio segreto.
E’ previsto il principio del voto singolo, ai sensi dell’articolo 2532, comma 2, del Codice civile. E’ espressamente escluso l’esercizio del voto per corrispondenza.

Le discussioni e le deliberazioni dell’assemblea ordinaria e straordinaria sono riassunte in un verbale che viene redatto dal segretario o da un componente dell’assemblea appositamente nominato. Il verbale viene sottoscritto dal Presidente e dall’estensore ed è trascritto su apposito Libro, conservato nella sede dell’Associazione.

Art. 7 – Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo si compone di numero da tre a cinque amministratori eletti dall’Assemblea tra gli associati.
Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni ed i suoi membri possono essere rieletti. Può essere revocato dall’assemblea, con i quorum previsti dall’Assemblea ordinaria.
Il Consiglio Direttivo nomina al suo interno il Presidente, il Vice – Presidente e il Segretario.

Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più dei componenti il Consiglio Direttivo decadano dall’incarico prima della scadenza del mandato, il Consiglio provvede alla sua sostituzione attingendo alla graduatoria dei primi dei non eletti, che rimangono in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio. Nell’impossibilità di attuare detta modalità, il Consiglio Direttivo convoca l’Assemblea per l’elezione dei mancanti. I consiglieri cooptati o sostituiti rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente, previa ratifica assembleare.

Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, salvo quanto è riservato alla competenza dell’Assemblea dalla legge e dal presente Statuto. In particolare;
a) redige i bilanci preventivo e consuntivo, da sottoporre all’Assemblea per la relativa approvazione;
b) predispone il programma annuale di attività, da sottoporre all’Assemblea per la relativa approvazione;
c) redige l’eventuale Regolamento interno, da sottoporre all’Assemblea per la relativa approvazione;
d) determina l’entità della quota associativa annuale;
e) delibera sulle domande di adesione all’Associazione e sulle eventuali esclusioni.

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente di regola ogni mese e, in ogni caso, ogni qualvolta il Presidente stesso lo ritenga opportuno o ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei consiglieri.
La convocazione è fatta mediante avviso scritto almeno tre (3) giorni prima di quello fissato per l’adunanza, con indicazione del luogo, dell’ora e degli argomenti all’ordine del giorno. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le adunanze cui partecipano tutti i consiglieri.
Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o in caso di sua assenza dal Vice-Presidente e, in assenza di entrambi, da altro membro del Consiglio medesimo nominato fra i presenti.
Le riunioni del Consiglio Direttivo sono legalmente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei presenti.
Le votazioni sono palesi tranne nei casi di nomine o comunque riguardanti le persone.
Di ogni riunione consiliare viene redatto apposito verbale conservato agli atti nel Libro Verbali del Consiglio Direttivo e firmato dal Presidente e dal Segretario verbalizzante.

Il Consiglio Direttivo può attribuire ad uno o più dei suoi membri il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.

Art. 8 – Presidente

Il Presidente dell’Associazione è nominato all’interno del Consiglio Direttivo.

Al Presidente spetta la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi e in giudizio.
Il Presidente può essere revocato con delibera consiliare.
In caso di assenza o impedimento, viene sostituito dal vice-Presidente o, in assenza, al membro del Consiglio Direttivo più anziano d’età.

Il Presidente provvede alla convocazione dell’Assemblea dei soci e del Consiglio Direttivo e li presiede. Cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e, in caso d’urgenza, ne assume i poteri chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nella riunione immediatamente successiva che egli dovrà contestualmente convocare.

Può delegare parte dei suoi poteri ad altri consiglieri o soci con procura generale o speciale.

Art. 9 – Segretario

Il Segretario redige i verbali delle riunioni, conserva i libri sociali e contabili, provvede alle spese da pagarsi su mandato del Consiglio Direttivo, provvede alla riscossione delle quote sociali, dà esecuzione alle deliberazioni del Consiglio Direttivo, compie le mansioni delegate dal Presidente.

Nel caso di nomina di un Tesoriere, quest’ultimo è il responsabile della gestione amministrativa e finanziaria dell’Associazione inerente l’esercizio finanziario e la tenuta dei libri contabili. Cura la redazione dei bilanci consuntivo e preventivo sulla base delle determinazioni assunte dal Consiglio.
Stanti i compiti affidati al Tesoriere è conferito potere di operare con banche e uffici postali, ivi compresa la facoltà di aprire o estinguere conti correnti, firmare assegni di traenza, effettuare prelievi, girare assegni per l’incasso e comunque eseguire ogni e qualsiasi operazione inerenti le mansioni affidategli dagli organi statutari. Ha firma libera e disgiunta dal Presidente del Consiglio Direttivo per importi il cui limite massimo viene definito dal Consiglio Direttivo.

Art.10 – Collegio dei Revisori dei Conti

Il Collegio dei Revisori è eletto dall’Assemblea dei soci. E’ b composto da tre membri , anche non associati, la cui funzione è controllare la correttezza della gestione in relazione alle norme di legge e di Statuto, predisponendo una relazione annuale in occasione della approvazione del Bilancio consuntivo.
Il Collegio dei Revisori dei Conti dura in carica tre anni e suoi componenti possono essere rieletti.

Art. 11 – Risorse economiche

L’Associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e per lo svolgimento delle proprie attività da: a) quote associative ed eventuali contributi degli associati;
b) donazioni, erogazioni, lasciti testamentari e legati e ogni altra entrata, provento o contributo destinato all’esercizio delle attività statutarie;
c) contributi di enti pubblici finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
d) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
e) entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al funzionamento dell’Associazione;
f) ogni altra entrata compatibile con le finalità dell’associazionismo di promozione sociale.
I contributi degli aderenti sono costituiti dalle quote associative annuali, stabilite dal Consiglio Direttivo e da eventuali contributi straordinari stabiliti dall’assemblea che ne determina l’ammontare.

E’ vietata, tra gli associati, la distribuzione anche indiretta di proventi, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. Utili o avanzi di gestione dovranno essere reinvestiti ed impiegati a favore delle attività istituzionali previste dal presente Statuto.

Art. 12 – Bilancio o rendiconto

L’esercizio sociale coincide con l’anno solare.

Il bilancio dell’Associazione si compone di un rendiconto economico e finanziario e di un bilancio preventivo.
Entro il 30 aprile di ogni anno, il Consiglio Direttivo predispone la bozza del bilancio consuntivo annuale da sottoporre all’Assemblea ordinaria per la relativa approvazione. Il bilancio viene depositato presso la sede dell’Associazione almeno 20 giorni prima dell’assemblea e può essere consultato da ogni associato.
Entro il 31 dicembre di ogni anno, il il Consiglio Direttivo predispone la bozza del bilancio preventivo da sottoporre all’Assemblea ordinaria per la relativa approvazione

Art. 13 – Scioglimento

Lo scioglimento dell’Associazione viene deciso dall’Assemblea che si riunisce in forma straordinaria ai sensi dell’art. 6 del presente Statuto.
L’Associazione si estingue:
a) quando il patrimonio è divenuto insufficiente rispetto agli scopi;
b) per le atre cause previste dell’articolo 27 del Codice civile.
L’Assemblea che delibera lo scioglimento dell’Associazione nomina uno o più liquidatori e delibera sulla destinazione del patrimonio che residua dalla liquidazione stessa.

Nel caso di scioglimento, cessazione o estinzione dell’Associazione il patrimonio residuo dopo la liquidazione sarà devoluto ad altra Associazione di promozione sociale, e comunque a fini di utilità sociale o di pubblica utilità.

Art. 14 – Rinvio

Per quanto non espressamente previsto nel presente Statuto si fa riferimento alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, alle norme del codice civile e alle altre leggi dello stato in quanto applicabili.

credits - Privacy policy - Accedi