Ferrovie: via a “Valore Paese Italia”, nuove iniziative per il turismo ferroviario

Ferrovie: via a “Valore Paese Italia”, nuove iniziative per il turismo ferroviario

 

Prende il via il progetto Valore Paese Italia. Voluto dal Mibact e sostenuto da Enit, Difesa Servizi Spa, Agenzia del Demanio, Ministero dell’Ambiente, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ferrovie dello Stato, Fondazione Ferrovie dello Stato, Istituto per il Credito Sportivo, Invitalia, Anci e Anas è volto a favorire il turismo sostenibile e valorizzare i beni immobili di pubblica proprietà che hanno una valenza di tipo paesaggistico, artistico e culturale.

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> “Valore Paese Italia – ha detto il Ministro per i Beni e le Attività

> Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, accomuna in un unico,

> potente strumento tutte le iniziative condotte finora per rendere

> disponibile il demanio pubblico inutilizzato allo sviluppo del turismo

> diffuso. Dimore, case cantoniere, ferrovie storiche, fari, cammini

> possono e devono costituire le infrastrutture del turismo di domani.

> Quando, finita l’emergenza, i flussi turistici dall’estero torneranno

> più impetuosi che mai, dobbiamo trovarci pronti ad attuare quanto

> indicato nel Piano Strategico del Turismo”, per dare valore a tutte le

> “realtà straordinarie di cui il territorio è ricco”, grazie a “un

> turismo diverso, sostenibile e in grado di portare crescita armoniosa

> alle comunità. Con Valore Paese Italia ci prepariamo al turismo di

> domani”.

>

> Il progetto prevede la prosecuzione di alcune iniziative già attuate e

> l’attivazione di altre, volte a dare un contributo allo sviluppo

> economico italiano, con la partnership tra pubblico e privati. Le

> iniziative inserite nel progetto avranno l’obiettivo di migliorare le

> offerte sul piano turistico e culturale e dare valore ai luoghi in

> senso diffuso realizzando circuiti di eccellenza tramite il Sistema

> Italia.

>

>

> Tutte le iniziative fanno riferimento al turismo lento e sostenibile,

> al turismo ferroviario, agli osservatori metereologici e astronomici,

> ai borghi e alle case cantoniere, oltre che alle oasi e ai luoghi

> Unesco, dove i beni immobiliari pubblici saranno valorizzati dandoli

> in gestione alle imprese, al terzo settore e ai giovani.

>

> Con Valore Paese Italia sarà possibile mettere in atto provvedimenti

> organici e coordinati, oltre che creare una piattaforma in cui saranno

> date informazioni in merito ad incentivi e tipologie di finanziamenti

> e aiuti fiscali a livello nazionale, secondo le disposizioni della

Programmazione Europea.

 

Fonte www.ferrovie.info

Riparte l’azione di tesseramento dell’Associazione Transdolomites 2020

 

Con il progressivo rimettersi in moto della società civile anche Transdolomites riprende sul territorio  l’azione di tesseramento per l’anno 2020.

Il periodo pausa forzata  dovuto alle azioni di contenimento della diffusione del Covid-19 ha dato un forte impulso alle questioni ambientali. Non si tratta di schierarsi per una ideologia , ma comprendere che dalle nostre scelte si  lega destino di sopravvivenza del genere umano il quale se  non modificherà il suo modo vivere su  questo pianeta sarà l’unico responsabile della sua estinzione di massa.

I mesi di forzata riduzione delle attività umane su scala mondiale  ha dato modo di evidenziare con maggiore efficacia il modo in cui le nostre azioni generano ricadute negative sulla  qualità della vita e utilizzo del nostro  spazio vitale.

I trasporti hanno un ruolo molto importante per questo genere di ricadute. Non si tratta solo delle emissioni, ma si pensi solo a quanto spazio la mobilità privata ha sottratto alla nostra società emarginando  i cittadini in  uno spazio residuale quasi da “  riserva indiana”

Su molti livelli la coscienza ambientale si è rafforzata . Ora si tratta di farla crescere non sulla base emozionale ma con  scelte coerenti che favoriscano un nuovo sviluppo.

Per decenni in Italia è stata alimentata  una cultura contraria alla mobilità pubblica in particolare ferroviaria.

Nel momento in cui però la qualità dei servizi pubblici e l’alta velocità  si è sviluppata in modo importante  l’attenzione dei cittadini si è progressivamente rivolta ad uno uso più contenuto dell’auto.

Scenario che vedrà affermarsi anche un nuovi scenario per il tema auto; meno auto di proprietà e maggiore uso dell’auto condivisa. Anche le industrie automobilistiche si sono rese conto della nuova tendenza.

Nel settore del turismo in tante regioni italiane è cresciuta la consapevolezza del grande errore che ha prodotto lo smantellamento di migliaia di chilometri di ferrovie ed ora assistiamo alla rinascita dei  progetti di riattivazione di linee ferroviarie da destinarsi alla mobilità pubblica e turistica.

È di queste settimane ad es. la notizia che riguarda le  ferrovie Alcantara -Randazzo la Avellino Rocchetta , Gioia Tauro-Cinquefrondi  e Gioia Tauro-Sinopoli  le quali sono all’attenzione del Ministero dei Beni culturali per i progetti di riattivazione.

Il fronte ferroviario è in grande fermento. Il 2020 in Italia è stato dichiarato l’Anno del Treno Turistico , mentre la Commissione Europea ha dichiarato il 2021 “ l’Anno Europeo delle Ferrovie”

In treno sta conquistando il podio della  mobilità sempre più green e le previsioni indicano che  la domanda della mobilità in treno subirà un forte aumento

In treno, non solo per il fascino del viaggio ma per un trasporto sempre più “pulito”.  Lo dimostra uno studio della svizzera Ubs Research che sottolinea l’apprezzamento della gente per l’aria più pulita a seguito dell’epidemia di Coronavirus. Altro punto di forza è che attorno al viaggio ferroviario  cresce la conoscenza dei territori in cui si viaggia.

Le previsioni per l’alta velocità indicano  un più  10% ogni anno in questo decennio in Europa e si prevede che il settore raggiungerà gli 11 miliardi di euro di investimenti entro il 2022, poiché la crescita della domanda richiederà più materiale rotabile e ampie modifiche alle infrastrutture”. Questo anche perché  l’alta velocità  sulle tratte internazionali  su alcune tratte ha  soppiantato in larga misura le linee aeree, grazie ai tempi di attesa relativamente brevi a alla comodità di partire e di arrivare direttamente ad es. nei  centri delle  città.

La prossima  sfida sarà il potenziamento  del trasporto regionale che in Italia dovrebbe vedere il rinnovo della flotta fino all’80% entro cinque anni. I nuovi treni Rock e Pop, oltre a essere riciclabili fino al 97%, rispondono a importanti requisiti ambientali che permettono di consumare fino al 30% di energia in meno rispetto ai treni di precedente generazione.

A ciò si aggiungerà un’ulteriore sfida. La progettazione e costruzione delle nuove linee ferroviarie AV e mobilità regionale per costruire un serva al meglio i territori.

La mappa in allegato realizzata da Gabriele Dovolavilla su quello che potrebbe essere il futuro sistema ferroviario trentino a seguito della sua implementazione delle nuove linee ferroviarie , tra cui la ferrovia dell’Avisio, permettere di comprendere le potenzialità che potrebbero esprimersi grazie alla modello di mobilità  pubblica integrata .

Ma è solo un inizio perché Transdolomites  prossimamente  presenterà  traguardi  ancora più ambizioni  per dare forza ad una visione di mobilità “ auto free”  non solo provinciale.

A dimostrare che ragionare di ferrovia non significa immaginare un convoglio con dei vagoni che vanno in avanti e indietro, ma è un sistema molto più articolato.

E la Next Generation E.U. cui sta lavorando la Commissione Europea è la grande opportunità per avviare il percorso progettuale ambizioso.

A tutti coloro che credono a questo obiettivo che riteniamo sarà sempre più prioritario, rivolgiamo l’invito a sostenere la nostra associazione con la propria adesione.

Cordialmente.

Massimo Girardi

Presidente associazione Transdolomites

Cell. 320.4039769

 

 

Raggiunti i 275 km/h nella Galleria di base del Ceneri Comunicato stampa AlpTransit

 

Raggiunti i 275 km/h nella Galleria di base del Ceneri

Comunicato stampa AlpTransit

Ripresa riuscita dell’esercizio di prova nella Galleria di base del Ceneri: dal 20 aprile 2020, l’esercizio di prova nella Galleria di base del Ceneri è in pieno svolgimento, nel rigoroso rispetto delle direttive dell’Ufficio Federale della Sanità Pubblica (UFSP). La prima corsa alla velocità massima di 275 km/h si è svolta nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio 2020. Entro il 1° settembre 2020, giorno della consegna della Galleria di base del Ceneri alle FFS, sono previste sotto la direzione di AlpTransit San Gottardo SA (ATG) numerose corse di prova attraverso la galleria di base lunga 15,4 km tra Camorino e Vezia.

Dopo aver ottenuto l’autorizzazione dall’Ufficio Federale dei Trasporti il 17 febbraio 2020, il 1° marzo 2020 ATG ha puntualmente iniziato l’esercizio di prova. Poco dopo, si è svolta la prima corsa di prova con il sistema di protezione dei treni ETCS Level 2. Inoltre, è entrato in servizio il veicolo di misurazione radio FFS per i test alla radio digitale GSM-R e alla radio di galleria.

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Il comunicato integrale si può seguire sul sito www.ferrovie.it

Riapre la stazione di Bologna Centrale AV Comunicato stampa Gruppo FS

 

Riapre la stazione di Bologna Centrale AV

Comunicato stampa Gruppo FS

Lunedì 11 maggio riaprirà la stazione sotterranea di Bologna Centrale, riservata ai treni Alta velocità, chiusa dal 4 aprile scorso in coerenza con la rimodulazione del servizio ferroviario dovuta all’emergenza sanitaria.

Alla stazione AV si accederà dall’atrio su Via De’ Carracci. Le persone provenienti da Piazza delle Medaglie d’Oro o dai marciapiedi dei binari di superficie saranno indirizzate verso quell’ingresso da una specifica segnaletica di orientamento.

Il comunicato integrale è  consultabile su www.ferrovie.it

Riparte il TGV Milano – Parigi

 

Riparte il TGV Milano – Parigi

di David Campione

MILANO – Da lunedì 11 maggio torna a viaggiare il TGV tra Milano e Parigi. La ripresa dei collegamenti su ferro tra le due città sarà inizialmente affidata alla sola coppia di treni TGV 9244 e 9245, eccetto per le date dell’11 maggio in cui circolerà solo il 9245 Parigi – Milano, il 22 maggio in cui viaggerà solo il 9240 Milano – Parigi e il 23 maggio, giorno in cui per lavori programmati sull’infrastruttura circolerà solo il 9245.

Il comunicato è pubblicato su www.ferrovie.it

Comunicato di Transdolomites. Il treno della vita che deve ripartire

 

 

 

Con molto piacere siamo a diffondere le foto, in allegato , ed il messaggio che  ci è pervenuto da Andrea Frigo che risiede in Valle di Fassa nel Comune di San Giovanni. Materiale che  siamo autorizzati a rendere pubblico. Andrea è un grande sostenitore dell’idea della ferrovia nelle valli dell’Avisio.

Una sensibilità che non tiene nascosta nell’ombra della riservatezza,  ma che ha il senso civico di manifestare pubblicamente. Non è la prima volta che Andrea realizza dei modelli ferroviari che si ispirano a questa idea.

Quanto realizzato nel giardino si sua proprietà non ha un mero senso decorativo ma si ispira al senso della vita al treno della vita che in queste settimane di emergenza sanitaria per causa di forza maggiore ha subito uno stop o un sostanziale rallentamento.  Semaforo rosso che ora poco per volta volge al giallo e poi al verde per riprendere con gradualità il suo viaggio . Uno specchio dei corsi e dei ricorsi della vita dell’umanità che dinnanzi alle immani tragedie ha sempre assistito alla ripartenza .

L’auspicio e che ad ogni tragedia segua una crescita in maturità del genere umano , che ogni lezione serva ad imparare e  cambiare andando ben oltre i tanti slogan e la tanta retorica  che abbiamo ascoltato e letto nelle settimane scorse.

Al messaggio di Andrea aggiungiamo anche il pensiero collettivo   di

Transdolomites certi che Andrea  lo condividerà.

In periodo di pausa forzata delle attività umane, la Terra ha potuto respirare, si è ripresa in parte quello che l’uomo per tanti anni le ha sottratto. Covid 19 ha solo in parte allentato la sua presa ma ora cresce un grande timore, ossia che la ripresa delle attività umane sia ancora più distruttiva di quanto fatto negli anni passati. Il nuovo sacrificio della Terra in nome dell’economia. Ma a ciò fortunatamente si affianca una consapevolezza sovrannazionale che non ci si possa più permettere tutto ciò, che la sabbia nella clessidra del tempo si stia esaurendo.

Nel settore dei trasporti la parola d’ordine che sta prendendo forza è che bisogna contrastare in tutti i modi la rivincita dell’auto. Le città corrono ai ripari invitando i cittadini all’uso della bicicletta , si tracciano nuove piste ciclabili, ripartono gli investimenti sulle infrastrutture ferroviarie, si guarda alla mobilità pubblica come vero antidoto alla mobilità privata. Sì la mobilità pubblica, quella che purtroppo in certi servizi giornalistici viene quasi additata come l’untrice.  In tutto ciò la parola d’ordine è ; bloccare e far diminuire l’inquinamento, ridurre l’utilizzo del suolo.

Il Trentino ed il Sudtirolo non possono sottrarsi a questo impegno e obiettivo perché la colpa non è solo degli altri, delle regioni confinanti.

La colpa risiede prima di tutto in casa nostra ed è dalle decisioni ” in huose ” che bisogna pianificare il cambiamento.

Il respiro del cambiamento non deve riguardare solo le città ma  deve raggiungere tutte le periferie. Questo vale in particolare anche per  le Dolomiti , Patrimonio mondiale dell’UNESCO purtroppo solo a parole.

Dolomiti , vittime involontarie della loro bellezza che nel bene e nel male hanno dato tanto alle popolazioni che risiedono in questa regione.

Il modello del turismo di massa ha fatto del traffico automobilistico un flagello che si è fatto beffe della maestosità di queste montagne, ha messo tra l’altro  in crisi il modello di convivenza tra residenti e turisti.

Spetta allora all’uomo, a partire dalle popolazioni dolomitiche avviare una riscossa . Diciamo basta agli accademici , ai tanti loro discorsi che riempiono le pagine di tante belle parole ma raramente  ” si compromettono”

indicando delle proposte concrete.

Transdolomites dalla sua costituzione si è sempre schierata dalla parte della cultura ma in parallelo ha sempre invocato  l’azione. Agire subito è la nostra parola d’ordine e la proposta della ferrovia delle valli dell’Avisio, come quella del Garda, la Valsugana , Anello delle Dolomiti, delle Valli del Noce , la città di Trento, la Val Gardena  e Badia sono gli obiettivi urgenti da mettere sul piatto della bilancia.

Servono soluzioni per il domani, è ovvio, ma le risposte durature si generano avendo oggi vere visioni per il domani.

Il   Recovery Fund,  il piano della Commissione Ue è lo strumento storico al

quale attingere , con i progetti in mano, per dare sostanza a questi obiettivi, perché i soldi non sono mai mancati, né ieri né oggi.

Sono state le idee ed i progetti a latitare.

Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites

Cell. 320.4039769

www.transdolomites.eu

 

Comunicato stampa di Transdolomites;E se auspicassimo la rinascita della Ora-Cavalese gemellata alla ferrovia delle Valli dell’Avisio?

 

E se la Ferrovia Ora Predazzo, con la Trento-Penia rappresentassero il segno della ripartenza?

 

Nel passato un grande sindaco di Trento  aveva le idee chiare e guardava lontano. Guardando alla possibile  ripartenza del Trentino afflitto da una grave crisi economica  vide nella rivoluzione dei trasporti la grande chance su cui avviare una programmazione strategica.

Era l’ottobre 1891 quando il sindaco Paolo Oss Mazzurana portava in Consiglio Comunale una delibera che dava il via all’idea della grande ferrovia che da Trento doveva arrivare a Moena.

Gli anni a seguire furono caratterizzati da un grande entusiasmo che portò al periodo della progettazione di una rete di ferrovie locali e internazionali che costituirono la visione di quella che sarebbe potuta diventare la St. Mortiz- Venezia il cui cuore  sarebbe divenuto il territorio dolomitico.

Negli anni a seguire sull’Europa si levarono i venti del nazionalismo  e questi interessarono anche l’Impero Austro-Ungarico del quale il  Sudtirolo e Trentino erano parte.

Le rivalità tra Bolzano e Trento si accesero con sempre maggio vigore e ciò dette il via anche ad una rivalità che riguardò la progettazione delle nuove ferrovie.

All’idea della Lavis-Moena , considerata la ferrovia degli italiani, Bolzano replicò con l’idea  di una “ ferrovia tedesca”, la Ora-Predazzo. Ferrovia che a seguito dello scoppio della Prima Guerra Mondiale venne poi realizzata d’autorità per le necessità belliche del fronte in Fiemme  e Fassa, ma allo stesso tempo già contemplando il futuro ruolo turistico che questa infrastruttura avrebbe potuto esprimere a guerra conclusa.

Nei tempi ante guerra però, attorno a queste ipotesi le valli dell’Avisio e la Bassa atesina si confrontarono aspramente per 24 anni determinati a far valere la bontà delle rispettive proposte.

I detrattori della Ora-Predazzo, batterono il pugno sulla questione dell’insostenibilità economica di quest’ultima per il fatto che da San Lugano a Ora c’era il deserto e che Ora non era una destinazione.

Dal punto di vista economico e trasportistico si riteneva che l’asse ferroviario forte sarebbe stato la Trento-Lavis- Moena anche per il fatto che la sua destinazione e punto di partenza era la città.

Argomentazioni che dimostravano un alto livello di competenza e di capacità di valutazione sebbene in dette  valli mai era stata realizzata una ferrovia. Argomentazioni che distanza di quasi un secolo hanno dimostrato la loro attualità.

Lo studio della società Qnex di Bolzano cui nel 2009  era stato commissionato uno studio trasportistico che traducesse in fattibilità l’idea di Metroland prese in considerazione l’ipotesi della Ora-Predazzo-Canazei ma giunse a scartare l’ipotesi di collegamento tra Ora e Cavalese per le stesse motivazioni di un secolo prima. A distanza di decenni Ora non sarebbe stata mai una destinazione, mentre lo sarebbero Bolzano o Trento. A ciò si è aggiunto il ruolo determinato dall’ampia diffusione della mobilità privata. Il vecchio tracciato ferroviario non sarebbe stato competitivo con i tempi di viaggio dell’auto, si sarebbe dovuto progettare  di conseguenza un tracciato più veloce e del tutto nuovo .

Da tutta questa serie di valutazioni prese forza la proposta della Trento -Penia via Valle di Cembra suffragata successivamente dal ritrovamento del progetto del 1904  della Lavis -Moena realizzato dagli ingegneri viennesi Stern&Hafferl.

Le recenti notizie diffuse dall’Ufficio Stampa della Provincia Autonoma di Trento le quali annunciavano la confermata volontà della Giunta provinciale di Trento di procedere con l’elettrificazione della linea della Valsugana, Anello delle Dolomiti, studio di fattibilità della ferrovia per il Garda sono un buon segnale di continuità per guardare al periodo post pandemico. Peccato che nel   passaggio manchi ancora la citazione allo studio di fattibilità della Ferrovia delle Valli dell’Avisio, ma a difendere questo obiettivo  Transdolomites ci sarà sempre perché Transdolomites non mollerà.

A parte questa puntualizzazione, la confermata volontà della politica ferroviaria di Trentino e Veneto ci offre l’opportunità di riflettere su una ulteriore proposta: possiamo trasformare Ora da una  non destinazione in una vera destinazione? Siamo convinti di sì!

La nostra proposta trae ispirazione da una  News ferroviaria  del 01 aprile 2020 diffusa sul portale www.ferrovie.it

“ E’ in vendita il trenino di Cogne. La Regione Valle d’Aosta cerca un acquirente per il caratteristico convoglio verde che avrebbe dovuto prestare servizio sulla ferrovia turistica Cogne – Acque Fredde, ma che non ha mai trasportato un solo passeggero.

Il bando, pubblicato sul sito della Valle d’Aosta nei giorni scorsi, contempla la cessione in un unico lotto di 3 locomotive e 10 carrozze con scartamento 900 mm, acquistate tra il 1997 e il 2006, caricabatterie statici, pezzi di ricambio, manualistica e varia documentazione tecnica. La base d’asta è di 630.000 euro e i beni oggetto della vendita non sono soggetti a IVA in quanto non utilizzati per attività a carattere commerciale. Le offerte dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12,00 di venerdì 10 luglio 2020.

I rotabili oggetto della vendita avrebbero dovuto prestare servizio sulla ferrovia Cogne – Acque Fredde, costruita per mettere in comunicazione le miniere di Cogne con Aosta. I lavori di costruzione ebbero inizio nel 1916 per concludersi nel 1922 con l’apertura della galleria del Drinc e successiva inaugurazione dell’intera linea, lunga complessivamente 12 chilometri con scartamento 900 mm.

Nel 1979 le miniere vennero chiuse e allo stesso tempo venne sospeso il servizio sulla ferrovia mineraria.

Poco dopo la chiusura avvenne il passaggio dell’infrastruttura al Comune di Cogne per la riconversione della ferrovia in impianto turistico

Immediato il nostro pensiero;

E se un trenino del genere, anche così particolare,  a valenza turistica potesse ricollegare Ora a Cavalese usufruendo di una panorama unico sulla valle dell’Adige memori della definizione  di “ Ferrovia del Paradiso”

Questa  e’ una tratta molto panoramica con brevi gallerie, il famoso viadotto di Gleno , il panorama sulla valle dell’Adige, i vigneti e meleti, il castello, … Un sedime in parte disponibile ed in parte da riprogettare. Per raggiungere Cavalese nel tratto da Castello potrebbe ad es procedere accostando la SS.48 come avvenne per la storica ferrovia.   Il dislivello non manca e può rendere vantaggiosa anche una salita lenta con il treno per poi scendere a piedi o in bici  regolamentando l’uso della ciclabile per evitare conflitti con il treno. L’attrezzaggio potrebbe essere semplice non essendo necessaria linea aerea e si potrebbe partire dall’ipotesi di avere un solo treno in circolazione (= no incroci) per ragionare più in avanti di un servizio spalmato su più corse giornaliere. Sarebbe da concepire come  un servizio solo turistico inizialmente  in certe giornate dell’anno,  a prenotazione lasciando libera la sede per la strada forestale/ciclabili quando non la usa il treno. La convivenza treno bici si potrebbe garantire ad  esempio posando delle rotaie – eventualmente di tipo tranviario si si vuole permettere anche un transito agricolo o pedonale . Alla base del nostro ragionamento sta il rafforzare il gemellaggio tra la Bassa Atesine e le Dolomiti mettendo a disposizione della Bassa Atesina la possibilità di investire anche nella stagione turistica invernale valendosi della presenze degli impianti di risalita delle valli dolomitiche di Fiemme e Fassa .

La rinata Ora-Cavalese potrebbe diventare il modello della ferrovia del Bernina in ambito dolomitico. Concetto che una valenza per inverno ed estate. Guardando alla auspicata costruzione della Trento-Penia , Cavalese potrebbe diventare un punto nevralgico della intermodalità ferroviaria; turistica prevalentemente per la Ora-Cavalese e turismo e trasporto pubblico locale su tutta l’asta dell’Avisio. La coesistenza delle due ferrovie le la diversa specializzazione rafforzerebbe il loro ruolo reciproco e generebbe un maggiore indotto sul territorio.

Da qui si potrebbe ragionare al salto di qualità, appunto puntando ad un servizio diffuso nell’arco della giornata. In questo caso doveroso affrontare il nodo della ciclabile ove la simbiosi treno-bici va garantita e rafforzata. Innegabile il fatto che vi saranno tratti ove la ciclabile sia opportuno venga spostata. Non va mai dimenticato che la conversione in ciclabile degli storici sedimi ferroviari ha significato l’aver gettato alle ortiche un’inestimabile patrimonio ingegneristico e nel limite del possibile questi tracciati vanno recuperati alla loro destinazione originaria. Vogliamo mettere il valore di un Ponte di Gleno ove ora transita una bicicletta o rivedere transitare nuovamente un treno? Pensiamo cosa sarebbe in Engadina lo storico ponte della Landwasser se al posto del Treno della Retica ci passassero le biciclette.

Nulla in contrario alla mobilità su due ruote; treno e bici sono due soggetti interdipendenti e vincenti ma , diamo a Cesare quello che è di Cesare.

 

Cordialmente.

Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites

Cell. 320.4039769

www.transdolomites.eu

 

 

In vendita il trenino verde di Cogne di David Campione

 

In vendita il trenino verde di Cogne

di David Campione

AOSTA – E’ in vendita il trenino di Cogne. La Regione Valle d’Aosta cerca un acquirente per il caratteristico convoglio verde che avrebbe dovuto prestare servizio sulla ferrovia turistica Cogne – Acque Fredde, ma che non ha mai trasportato un solo passeggero.
Il bando, pubblicato sul sito della Valle d’Aosta nei giorni scorsi, contempla la cessione in un unico lotto di 3 locomotive e 10 carrozze con scartamento 900 mm, acquistate tra il 1997 e il 2006, caricabatterie statici, pezzi di ricambio, manualistica e varia documentazione tecnica.

Le locomotive, che sono frutto di una completa ristrutturazione di mezzi nati come materiale rotabile per miniera/cantiere, sono bidirezionali e dotate di due assi motori. La trazione è assicurata da un motore in corrente continua alimentato dalle batterie, che occupano la maggior parte del telaio tra le due cabine di guida.

Locomotiva ad accumulatori con le 10 carrozze del trenino di Cogne.
Foto Regione Valle d’Aosta

Le caratteristiche di progetto della locomotiva sono:
– Scartamento: 900 mm
– Lunghezza fuori tutto: 9100 mm
– Larghezza della cassa: 1640 mm
– Velocità massima: 40 km/h
– Potenza continuativa alla ruota: 205 kW
– Potenza allo spunto alla ruota: 305 kW
– Peso: 38 t
– Sospensione ad unico stadio mediante molle elicoidali e ammortizzatori.

Il comunicato  integrale è pubblicato sul sito www.ferrovie.it

 

BBT: ripresa dei lavori presso i cantieri della galleria Comunicato stampa BBT

 

BBT: ripresa dei lavori presso i cantieri della galleria

Comunicato stampa BBT

I cantieri nell’area di progetto austriaca sono stati riavviati gradualmente nel rispetto rigoroso delle misure di protezione Covid-19.

Attualmente le parti sociali dei lavori stanno cercando di far riprendere il più rapidamente possibile i lavori nei cantieri in Austria nel rispetto delle prescrizioni delle autorità. Pertanto, dal 14 aprile 2020 BBT SE ha pianificato, in stretta concertazione con le rispettive associazioni di lavoro, di avviare lo scavo il più rapidamente possibile presso i propri cantieri della galleria. Ora i lavori presso i due lotti di costruzione Tulfes – Pfons e Pfons – Brennero sono di nuovo in corso.

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Dal 30 aprile primo incremento di Frecciarossa

 

Dal 30 aprile primo incremento di Frecciarossa

di Redazione

ROMA – Primi segnali di ritorno alla normalità per il trasporto passeggeri a lunga percorrenza in Italia. Da giovedì 30 aprile aumenta il numero di coppie di Frecciarossa in servizio sulla dorsale Torino – Milano – Roma – Napoli: all’unico collegamento rimasto attivo in queste settimane di blocco, i FR 9311 e 9310 (vedi News ferroviarie del 23/03/2020), dall’ultimo giorno di aprile tornano in orario una coppia di Frecciarossa Torino – Napoli (FR 9559 e 9512) e una Milano – Napoli (FR 9515 e 9556).
Sono garantite le fermate intermedie a Milano Centrale (per la coppia con origine/destinazione Torino P.N.), Reggio Emilia AV Mediopadana, Bologna Centrale (stazione di superficie), Firenze S.M.N. e Roma Termini.
Restano quindi interdette tutte le altre fermate intermedie dei suddetti Frecciarossa, per consentire i controlli in accesso ai convogli.

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