Ferrovia per il Lago di Garda , soluzione per il traffico automobilistico

Ferrovia, risarcimento per l’Alto Garda.Trentino 19.11.2020

“QUANDO A S.SIRO SI ANDAVA IN TRAM – STADIO E IPPODROMI NELLA STORIA MONDIALE DELLO SPORT”.

 

Egregie/i,

 

UTP (Ass. UTENTI DEL TRASPORTO PUBBLICO) continua le serate in collegamento remoto. Nell’ambito della 19°stagione 2020/21 siete invitati a collegarvi mercoledì 2 dicembre 2020 ore 20:45 – 23:00 alla 163°serataUTP sul tema “QUANDO A S.SIRO SI ANDAVA IN TRAM – STADIO E IPPODROMI NELLA STORIA MONDIALE DELLO SPORT”.                  

Relatori due solidi esperti di trasporti pubblici: Roberto COSTA e Gabriele GAGLIARDO  

Con saluto di Giuliana FILIPPAZZI, dei cittadini custodi della bellezza di un quartiere (San Siro) perfetto, progettato dallo studio arch. Giò PONTI ed associati.

 

Potreste nn conoscere tutte le linee che hanno servito, servono e serviranno la SCALA DEL CALCIO: Metro 5; tram 5, 15, 16, 24, 38, 55, 56, 59, 61; bus A, DS, L, S, 49, 64, 69, 72, 78, 80, 95, 204, 208, 423 e collegamenti speciali.                           

 

Ringraziamo per appropriata diffusione.


Le​ serate UTP: dal 2002
 ogni primo mercoledì del mese, a sostegno del Trasporto Pubblico presso le associazioni per la MOBILITÀ’ SOSTENIBILE: ciclisti, pedoni, utenti trasporti pubblici, mobility manager.
Prossimi argomenti: Il ritorno di un nuovo Tram Interurbano per Vimercate (Mb) , Ferro e Gomma in Veneto, TPL speciale in Germania….

Entra nella riunione in ZOOM  Argomento: IL TRAM A SAN SIRO Ora: 2 dic 20 08:30 PM Roma

Per correttezza nei confronti degli altri partecipanti è richiesto di qualificarsi con nome e cognome al momento dell’ingresso. Clicca qui sotto:

 

https://us02web.zoom.us/j/86485680757?pwd=Q3dBa0xtNVl1WkhHMEhQNTRsWW1KQT09

 

ID riunione: 864 8568 0757 Passcode: 348758    

     un tocco su dispositivo mobile  +390694806488,,86485680757#,,,,,0#,,348758# +390200667245,,86485680757#,,,,,,0#,,348758# Italia

Componi in base alla tua posizione, Italia: +39 069 480 6488  e +39 020 066 7245 e +39 021 241 28 823

Svizzera: +41 44 529 92 72  e +41 22 591 00 05 e +41 22 591 01 56 e +41 31 528 09 88 e +41 43 210 70 42

Trova il tuo numero locale: https://us02web.zoom.us/u/ker0B7fk2v

 

info collegamento in rete: +39 338 5303168 – [email protected]

 

Cordiali saluti.

[email protected]

Mobility Manager

Segretario  UTP – ASSOCIAZIONE UTENTI DEL TRASPORTO PUBBLICO 

+ 39 335 5999596

 

 

comunicato stampa Transdolomites. Ferrovia per Alto Garda, apprezziamo i sindaci che hanno avuto il senso civico di esprimere pubblicamente il pensiero ” ferroviario

Transdolomites non può che apprezzare le prese di posizione di alcuni sindaci  e albergatori dell’Alto Garda a riguardo dell’accelerazione della proposta  riguardante il collegamento ferroviario Rovereto-Riva.

Transdolomites è certamente associazione portabandiera dell’auspicato collegamento Trento-Penia di Canazei via Val di Cembra. Ma di questa idea non ne ha fatto una questione di campanile. Al contrario ha sempre avuto una attenzione a 360 gradi avanzando le proprie proposte volte a investire sulle ferrovie esistenti , Valsugana e Trento-Mezzana, ed allo stesso tempo il sostegno al progetto della Rovereto-Riva  e della Ferrovia della Valdastico ( Vicenza-Rovereto)  che potrebbe diventare quest’ultima una valida alternativa al progetto della Valdastico stradale.

L’accoppiata Monaco-Rovereto-Riva e Venezia-Rovereto via Valdastico metterebbe la zona del Garda nelle condizioni di essere raggiungibile via  ferrovia del Brennero e aeroporto internazionale di Venezia.

Siamo ad esprimere pubblicamente il nostro apprezzamento per le dichiarazioni di Cristina Santi sindaca di Riva e Alessandro Betta sindaco di Arco nelle quali ci riconosciamo per la comunanza delle riflessioni

Assieme ai cambiamenti climatici, la pandemia in corso sta insegnando in modo impietoso che un ambienta sano è una condizione essenziale per guardare al futuro. L’intelligenza del genere umano non dovrebbe condurci a ragionare solo nel tempo circoscritto al Covd-19  ma farci ragionare sul  tragico  prezzo in vite umane  ( in Italia si stima tra le 60.000-80.000 morti/anno)che stiamo pagando a causa dell’inquinamento atmosferico dovrebbero essere sufficienti a farci ragionare su quale futuro intendiamo proporre a noi ed alle generazioni future.

Il Trentino non può esimersi da questa riflessione che va fatta a 360 gradi.

La  sfida sul territorio  è poi certificare il turismo dal punto di vista ambientale perché la scelta delle destinazioni da parte dei turisti sarà sempre più guidata da questi fattori. I trasporti in questo senso faranno sempre più la differenza

Il trasporto ferroviario, in particolare, sarà grande protagonista. Secondo la European Environment Agency, infatti, solo lo 0,5% delle emissioni generate dal settore trasporti sono da imputare ai trasporti su rotaia; al contrario, il trasporto su strada è responsabile del 73,1% delle emissioni.  E solo il trasporto su rotaia, tra le diverse modalità di trasporto, ha conosciuto una stabile e progressiva riduzione delle emissioni di gas serra a partire dal 1990.

Questa introduzione pensiamo  sia più che sufficiente per  comprendere verso quale orizzonte volgere il nostro sguardo e come calarlo concretamente sul territorio.  Sta poi a noi la scelta ; ferrovia oppure inquinamento da auto e mezzi pesanti?.

Condividiamo anche il concetto di ferrovia come strumento per creare sintonia tra territori insegnando a uscire da una visione campanilista della gestione dei singoli comuni favorendo il miglior utilizzo delle dotazioni già esistenti evitando la realizzazione di opere che si rivelerebbero tanti doppioni in altrettanti comuni.

In tema di finanziamenti forte l’attenzione rivolta al Ricovery Found o alla Next Europe Generation proposti dalla Commissione Europea in sintonia con il Parlamento Europeo

Confidare solo in questa direttrice in attesa che essi siano attivi, è  però sbagliato . Guardando al passato, il politico di turno quando voleva trovare la giustificazione per “ scaricare “ un’idea ha sempre raccontato la storiella che non c’erano i soldi.

Parlando in questo caso di ferrovie, i soldi  anche negli anni passati non sono mai mancati, semmai è sempre mancata la volontà di progettare e di concretizzare il tutto.

Come associazione abbiamo organizzato più di un convegno  dedicato alle risorse finanziarie. Ancor prima di quanto oggi è in discussione in sede di Consiglio europeo, la disponibilità finanziaria nell’EU era stimata in migliaia di miliardi di Euro.

In un convegno promosso qualche anno fa dal Governatore sudtirolese Arno Kompatscher al quale ho avuto piacere di assistere, il Direttore esecutivo  ( allora austriaco)  Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)  il pilastro centrale del piano di investimenti per l’Europa  spiegava che  problemi generati dalla crisi economica del 2008 erano  dato dalla troppa liquidità a fronte della forte riduzione di progettualità. Il chiaro invito fu il tornare a progettare. Non si dimentichi tra l’altro il progetto “ Italia veloce” presentato questa primavera dalla Ministra dei Trasporti Paola De Micheli: 200 miliardi di Euro da investire in infrastrutture anche ferroviarie.  

La ferrovia del Lago di Garda produrrà nuove opportunità turistica per il Basso Trentino, ma compito della politica provinciale è operare nell’interesse più generale.

Se a ragione si promuove l’idea di ferrovia per il Garda a fronte della presenza di oltre un milione di turisti, qualcuno ora ci  deve  spiegare perché la stessa soluzione viene ritenuta  sostenibile per le Valli dell’Avisio dove le presenze turistiche  nelle valli di Fiemme e Fassa nella stagione turistica 2018-2019 sono state 7.378.400 e dove gli accessi agli impianti di risalita estate ed inverno dimostrano di essere numeri così importanti ed adatti per essere gestiti da soluzioni di trasporto di massa. Numeri che stanno a dimostrare che la soluzione BRT sarebbe un gran buco nell’acqua.

Tra il dire ed il fare ce ne passa, ma la presa di posizione di sindaci e albergatori del Garda rappresenta un segnale importante. La nostra speranza è che tale coraggio contagi anche nelle valli dell’Avisio sindaci ed i tanti albergatori , imprenditori del settore del turismo, commercio e residenti che per troppi anni hanno nascosto la testa nella sabbia magari per non compromettersi nel “ sognare” inconsapevoli che senza visioni non si costruisce il futuro.  Senza una reazione civile e determinata in quelle valli il rischio  è che si realizzi un Trentino a due velocità. Chi sarà pronto allo storico cambiamento nel settore dei trasporti e chi rimarrà tagliato fuori.

 

Massimo Girardi

Presidente associazione Transdolomites

Cell. 320.4039769

www.transdolomites.eu

 

 

 

Comunicato stampa di Transdolomites:Ferrovia Trento-Penia, Valli dell’Avisio prima illuse e poi gabbate dalla politica di Trento Mai perdere la memoria storica

 

Ferrovia Trento-Penia, Valli dell’Avisio prima illuse e poi gabbate dalla politica di Trento

 

Mai perdere la memoria storica

L’idea di Metroland prende corpo tra il 2008-2009 dall’intenzione della Provincia Autonoma di Trento sotto la presidenza del Governatore Lorenzo Dellai di impegnarsi in un’azione strategica della mobilità ferroviaria mirante a realizzare una rete ferroviaria provinciale di collegamento intervallivo in grado di connettere tra loro le principali realtà del territorio e di migliorare l’accessibilità al corridoio del Brennero.

Metroland ha da subito messo in evidenza l’impossibilità di essere realizzato sotto l’aspetto economico e ingegneristico. Il problema non era tanto i tunnel lunghi, quanto i tracciati all’aperto nei fondovalle dove non sarebbe stato possibile inserire i raggi di curvatura delle linee per dei treni concepiti per viaggiare a 150 km/ora.

In questo solco si è mossa l’azione di Transdolomites,con l’obiettivo di  rendere ad es.  fattibile Metroland nelle Valli dell’Avisio proponendo per essa un modello sull’esempio svizzero simile tra l’altro a quello della Trento-Malè, Venosta, Pusteria.

Dopo alcuni anni di “ guerra fredda” una prima svolta in senso collaborativo si ebbe con la  Mozione N. 38 del 12 giugno 2014 del Consiglio provinciale per iniziativa dell’allora Vice Presidente Diego Mosna con  la posizione all’unanimità scaturita  in Consiglio della P.A.T.

“IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

impegna la Giunta provinciale

  1. ad avviare nel più breve tempo possibile lo studio di fattibilità di una ferrovia che colleghi Trento con le valli dell’Avisio, approfondendone, tra l’altro, gli aspetti finanziari;
  2. a coinvolgere nella redazione dello stesso le istituzioni del territorio e le associazioni di cittadini costituite per questo scopo, in particolare valorizzando l’attività di studio ed approfondimento realizzati in questi anni dall’associazione Transdolomites.

Nel novembre 2016 Transdolomites attiva un’azione politica per rafforzare il peso e la rappresentatività della Mozione N 38 del 2014.

Da Trento a Canazei i Consigli e Giunte comunali furono invitati a discutere e deliberare la petizione di Transdolomites con la quale si chiedeva alla Giunta provinciale di Trento di promuovere la progettazione della ferrovia Trento – Penia.

Dal novembre 2016 alla primavera 2018 le petizioni sono state discusse e   deliberate favorevolmente dalle seguenti amministrazioni;

Comunità della Valle di Cembra, Comunità Territoriale Valle di Fiemme, Comun General de Fascia ed i comuni di  Pozza di Fassa, Soraga, Moena,  Predazzo, Ziano,  Cavalese,  Castello-Molina,  Capriana, Altavalle,  Cembra Lisignago,  Giovo , Segonzano,  Trento

Tutti questi soggetti hanno deliberato a favore della petizione di Transdolomites

Ancora oggi nessuna di queste mozioni ha ricevuta risposta dai Governi Trentini. Ci troviamo davanti ad una politica provinciale che si dimentica che le mozioni dei comuni sono la prima espressione e la più antica delle popolazioni residenti. Dimenticarsi di questo è esautorare e delegittimare i consigli comunali e di conseguenza gli   Atti di indirizzo politico   che sono espressione della volontà delle Istituzioni delle Valli dell’Avisio che Trento ha  ignorato.

Non da Transdolomites, che non permetterà vadano in prescrizione e ne  chiederà il rispetto ed un impegno solenne a favore del progetto ferroviario. Un traguardo irrinunciabile per avviare il confronto con i territori.

Nel dicembre 2013,( vedi allegato)  Mauro Gilmozzi allora Assessore ai Lavori Pubblici della P.A.T. annunciò pubblicamente il voto unanime della Terza Commissione legislativa per impegnare un milione di Euro a favore di un bando di approfondimento sull’ipotesi di collegamento ferroviario tra Trento e Canazei. Lo studio in oggetto non vide mai la luce, quindi anche le indicazioni della Commissione legislativa non vennero considerate.

A ciò aggiungiamo una richiesta di chiarimento: dov’è finito il milione di Euro destinato al progetto Avisio????

Transdolomites ha sempre adottato il metodo del coinvolgimento nei riguardi delle Istituzioni provinciali e della società civile.

Questo per quanto riguarda anche la Giunta che si è insediata a seguito delle elezioni del 2018.

Nell’autunno 2018 egli è stato inviato via lettera ad aderire al Gruppo di studio per il perfezionamento del progetto della Ferrovia dell’Avisio senza ottenere alcuna risposta.

Venerdì 16.11.2018, mercoledì 5.06.2019, giovedì 11 aprile 2020 e giovedì 23.07.2020 a firma di Massimo Girardi Presidente di Transdolomites sono state inviate le mail indirizzate all’attenzione del Presidente Fugatti ( e in parte anche all’Assessore Mario Tonina) con la cortese richiesta di essere ricevuti per un confronto sui temi della ferrovia Avisio, il progetto di Museo all’aperto dedicato alla ex Ferrovia Ora-Predazzo e gli interventi di messa in sicurezza stradale della SS. 48 tra Passo San Lugano e Canazei. Silenzio assoluto. Nemmeno l’essermi recato per due volte alla Segreteria della Presidenza per sollecitare l’incontro ha sortito effetto. E questa sarebbe la politica dell’ascolto e di vicinanza nei riguardi dei cittadini????

 

Quando si parla senza cognizione di causa

Il 27 giugno 2019 ( vedi allegato)  in alcune edicole della Valle di Fassa fu esposta la locandina di un quotidiano locale recante  il titolo “ Fugatti: treno in Fiemme e Fassa per le Olimpiadi”

Una dichiarazione che a caldo non poteva non far piacere, ma la storia della ferrovia Avisio ancora una volta ci insegnava che ci trovavamo non solo dinanzi ad un’ennesima sparata ma anche dinnanzi alla scorsa competenza in materia. Nemmeno Transdolomites, ispiratrice del progetto su ferro si è mai illusa che da qui al 2026 si sarebbe potuto posare qualche km di ferrovia ma ha difeso l’idea in quanto necessaria per il dopo Olimpiadi. Questo concetto lo  ha compreso e enunciato anche Luca Zaia, Governatore della Regione Veneto riferendosi al progetto di Anello delle Dolomiti. Progetto però che  nel contesto olimpionico rappresenterebbe una grande opportunità per il lancio mondiale dell’idea.

 

“L’imbroglio “ contenuto  programmi elettorali

In occasione delle elezioni 2018 alcuni candidati alla Presidenza nei rispettivi programmi hanno inserito il tema della mobilità.

Hanno citato il ruolo generico della ferrovia Antonella Valer della Coalizione Sinistra per il Trentino.  Giorgio Tonini  ( Futura PD e Unione per il Trentino) “ Un sistema integrato di mobilità pubblica che permetta di avvicinare in modo rapido, sicuro e sostenibile le valli alle città, e le città alle montagne, facilitando l’accesso ai servizi e creando, allo stesso tempo, nuove opportunità di sviluppo”.

Hanno citato espressamente la ferrovia Avisio  Filippo Degasperi del Movimento 5 Stelle Trentino “ La realizzazione dei collegamenti ferroviari con le valli di Fiemme e Fassa e con l’Alto Garda “.  Mauro Ottobre “ la  Trento-Val di Fassa ( con particolare attenzione al progetto Transdolomites”.

Maurizio Fugatti nel suo programma ed in quello di Fugatti Presidente, Coalizione popolare autonomista per il Cambiamento “ Mobilità ferroviaria. Studio di fattibilità della ferrovia delle Dolomiti: Trento, Valle di Cembra, Canazei. Una ferrovia dalle enormi potenzialità turistiche se realizzata, in grado di attrarre turisti e ridurre in parte il traffico automobilistico nelle valli attraversate”.

Che fine hanno fatto tutte queste buone intenzioni?

 

Mettiamo in chiaro una cosa; Da Metroland in avanti le responsabilità di tanto immobilismo sono trasversali e ricadono sul Centro-Sinistra e Centro-Destra. La domanda che oggi rivolgiamo è ovviamente a chi oggi governa ,si trova a metà legislatura, ed ha il dovere di rispondere in particolare la Lega che in Giunta ha la rappresentanza di maggioranza

Inserendo nel suo programma la citazione sulla ferrovia Avisio ponendo l’attenzione su questa idea di progetto, ha raccolto un consenso popolare che si è tradotto a sua volta in un voto di fiducia a suo favore.

Promettere l’impegno per lo studio di fattibilità è una promessa sensata, percorribile e credibile. Non si tratta di promettere la luna a nessuno.

Il fatto che dagli interventi nel settore dei trasporti manchi ancora oggi  l’impegno per il progetto della ferrovia dell’Avisio( al momento sostituito dal BRT) ci fa pensare che la Lega abbia tradito su più di un fronte.

Ha tradito la sua stessa storia perché da quando la proposta di Transdolomites è diventata di pubblico dominio la Lega ha sempre sostenuto questa proposta. Cosa che la Lega in questa ultima legislatura ha rinnegato dal 2018 ad oggi.  Il Presidente  Fugatti  fu tra i firmatari della mozione N 38 /2014 del Consiglio provinciale di Trento. Se lo è scordato? Ha forse intenzione di non onorare  la sua stessa firma?

La lega ha tradito le valli dell’Avisio ed è nelle valli che essa ha raccolto il consenso popolare. Ha ora deciso di rimangiarsi una parola data nei riguardi degli elettori dei questi territori???

Sino a quando non saremo smentiti dall’impegno ufficiale volto a onorare l’impegno per il progetto Avisio, non solo continueremo considerare un tradimento il disimpegno di questa forza politica, siamo anche dell’opinione che nei riguardi di questa valli sia in atto un processo di sabotaggio del loro futuro. Quello che ce lo fa pensare, è che per il Garda e per la ferrovia della Valsugana l’attenzione sia confermata mentre l’asta dell’Avisio sia stata del tutto emarginata.

Nel settembre 2020 fummo contattati dall’Osservatorio Provinciale sulla Mobilità Sostenibile della P.A.T.  invitandoci a presentare il progetto per “il treno dell’Avisio” per la scelta di un sistema di trasporto pubblico che possa essere messo in esercizio in tempo per il regolare svolgimento dei XXV Giochi Olimpici Invernali “Milano Cortina 2026. L’audizione ebbe luogo il 15 ottobre .  l’Osservatorio Provinciale sulla Mobilità Sostenibile è un tavolo consultivo e lo ringraziamo per averci invitati a presentarci.

Quello che sino ad ora è però mancato è l’impegno politico dei Governi trentini a onorare le richieste delle Istituzioni locali affinchè ci si confronti con un vero progetto.  Non vi abbiamo mai chiesto l’impegno di costruire questa infrastruttura ma quello di ottemperare al Vostro dovere; quello di progettarla. Ma nemmeno quel coraggio avete mai dimostrato di avere e questo è tutto dire. Nemmeno vi passa per la mente che  dai 120 milioni di Euro che Roma vi destina alle Olimpiadi 2026, un milione si potrebbe destinare a soddisfare questo obiettivo minimo .

Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites

Cell. 320.4039769

Comunicato stampa di Transdolomites; Olimpiadi 2026. Persa una grande occasione per favorire lo sviluppo delle valli dolomitic

Con l’inaugurazione ufficiale della nuova fermata ferroviaria Versciaco-Elmo nel comune di San Candido il 14 dicembre 2014, la Val Pusteria si è dotata di  un secondo collegamento diretto tra la ferrovia e il comprensorio sciistico.

La nuova fermata ferroviaria Versciaco e il vicino impianto di risalita alla stazione a valle Monte Elmo (Dolomiti di Sesto) sono raggiungibili con treni FLIRT a piano ribassato ogni ora, nei mesi invernali anche ogni mezz’ora.

L’intervento realizzato a Versciaco segue quello che  nel dicembre 2010 ha riguardato  la stazione ferroviaria Perca-Plan de Corones. Esso è stata la risposta alla necessità di aprire nuove vie nella mobilità del tempo libero. Con il motto “Dal treno alla pista da sci”, in Val Pusteria si è inteso offrire la possibilità di accedere al comprensorio sciistico Plan de Corones direttamente dalla banchina ferroviaria.

Grazie al collegamento offerto dallo Ski Pustertal Express, le due aree sciistiche di Plan de Corones e Dolomiti di Sesto si sono “avvicinate”. Lo spostamento tra le due località può avvenire nell’arco di 40 minuti permettendo l’accessibilità a 200 km di piste senza l’utilizzo dell’auto. Questo significa la possibilità per chi scia di scegliere ad esempio come prima destinazione mattutina Plan de Corones per poi optare nel pomeriggio per Versciaco-Molte Elmo. Un’opportunità che ha permesso alla Val Pusteria di porsi in una posizione di privilegio nell’arco alpino grazie a questo sistema intermodale.

Nei prossimi anni altri impianti di risalita con partenza dal fondovalle saranno adeguati con la realizzazione dell’interscambio tra ferrovia e impianti a fune: anche gli impianti austriaci di Sillian saranno collegati sci ai piedi con il Monte Elmo oltre che con la già presente fermata del treno; pure per Maranza (bassa Pusteria) è possibile migliorare l’accesso alle piste dalla stazione ferroviaria di Rio di Pusteria, e non va dimenticato il progetto in discussione a Bressanone di funivia dalla stazione alla Plose.

Poi c’è il domani.

Per consentire un collegamento ferroviario diretto e più vantaggioso Val Pusteria – Bressanone – Bolzano e in vista della nuova stazione di snodo di Bressanone a seguito della costruzione della galleria di base del Brennero, la costruzione della Variante Val di Riga è uno dei progetti prioritari nel settore ferroviario altoatesino. Sono previsti un nuovo tracciato su una lunghezza di 3,8 km tra Rio di Pusteria e Bressanone, nuove fermate a Varna e Sciaves e un adeguamento del PRG (piano regolatore generale) nella stazione ferroviaria di Bressanone. Realizzazione prevista entro il 2024.

Questo intervento permetterà di ridurre di 15 il viaggio tra San Candido e Bolzano.

Ma andiamo oltre con il ragionamento.

Nel 2028 è prevista l’entrata in esercizio della galleria di base del Brennero per i treni alta velocità.

Ciò significherà che da Monaco di Baviera si potranno raggiungere le Dolomiti in due ore e mezza di viaggio.

Un scenario di viaggio che potremmo ipotizzare è che da Monaco si potrà arrivare a Bressanone, scendere e fare cambio treno per raggiungere più velocemente  la Val Pusteria grazie alla variante di Riga e avere a portata di sci o di escursioni le località in quota della valle grazie all’offerta di intermodalità d’avanguardia grazie al gioco di squadra tra ferro e fune. Raggiungile da Nord-da Sud e da Est grazie al collegamento ferroviario con l’Austria , la Val Pusteria si porrà in una condizione di forte vantaggio rispetto ad altri comprensori serviti da impianti a fune presenti nel resto delle Dolomiti ma non serviti da ferrovia. Anche la Val Badia trarrà vantaggio dalla ferrovia pusterese.

Transdolomites è ovviamente favorevole alla realizzazione della Variante di Riga così come tutto quanto si sta facendo per favorire l’intermodalità tra ferrovia e impianti a fune.

E’ lo stesso modello di mobilità che abbiamo modo di leggere nell’idea di progetto per la ferrovia dell’Avisio nelle valli di Fiemme e Fassa ove con questa soluzione  puntiamo a raggiungere quasi tutti i paesi e creare l’interscambio con gli impianti di risalita che hanno i punti d’imbarco sul fondovalle. Il tutto collegato alla città di Trento ed alla ferrovia del Brennero passando per la Valle di Cembra.

Vogliamo allora lanciare una “ provocazione”:

La realizzazione della Variante di Riga rappresenta “ una minaccia “ per i comprensori sciistici di Fiemme e Fassa  non serviti da ferrovia. Essi saranno progressivamente fuori mercato perché, ad opere ferroviarie realizzate, la Pusteria e la Badia diverranno mete preferite per gli sciatori provenienti dal Brennero grazie alla rapidità del viaggio in treno.

Certo, per mantenersi competitivi bisogna investire, ma l’immobilismo  non è la soluzione perchè alla lunga comporterà  un costo maggiore. Siamo convinti che gli imprenditori di Fassa e Fiemme l’abbiano capito e si rendono conto che è arrivato il momento di agire.

Dinnanzi alla necessità di riflettere su questi scenari sui quali si gioca il futuro turistico delle valli dell’Avisio, l’appuntamento delle Olimpiadi doveva rappresentare non solo l’evento sportivo, ma anche il trampolino di lancio per la proiettare all’attenzione del mondo i  veri progetti strategici.

Nella prospettiva olimpica e post olimpica i 120 milioni di Euro destinati dallo Stato al Trentino per le infrastrutture di trasporto e destinati al BRT, ad opere stradali ed all’acquisto di treni per la linea della Valsugana (mentre i 62 investiti dalla Provincia serviranno ad ammodernare gli impianti sportivi) non solo sono briciole rispetto alla portata strategica dell’evento, ma l’ennesima dimostrazione del disinteresse della classe politica trentina nei riguardi dello sviluppo delle sue valli dolomitiche.

Se dunque c’è chi  grida ai quattro venti che un miliardo e mezzo per la ferrovia Trento-Penia è una cifra non alla portata, il vero costo non è questo. Con il tempo ci si accorgerà che il vero prezzo che le valli pagheranno sarà il costo di non avere la ferrovia.

 

Cordialmente.

Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites

Cell. 320.4039769

AMoDo: il turismo ferroviario rilancia l’economia dei territori Comunicato stampa AMoDo

 

Il Covid ha di fatto bloccato l’Anno delle ferrovie turistiche. AMoDo, Alleanza Mobilità Dolce, la rete di oltre 40 associazioni unite per promuovere la mobilità più sostenibile, insieme a FIFTM e Fondazione Pozzo, rilancia il progetto e chiede al Governo maggior attenzione ad un settore che consente di promuovere il turismo slow, integrato con altre forme di mobilità dolce come cammini e bicicletta, nei territori italiani e quindi la loro ripartenza economica.

In Italia si contano 2.754 km di ferrovie sospese al trasporto passeggeri. Di queste, 1.389 km hanno un servizio turistico solo a richiesta, su tratte parziali e solo tramite prenotazione di gruppi. I restanti 1.365 km, circa la metà del totale, sono linee sospese o interrotte. Questo è lo scenario che viene fuori dal webinar “Treni turistici e ferrovie locali: la mobilità dolce per una ripartenza green”, organizzato da AMoDo, FIFTM e Fondazione Cesare Pozzo.

AMoDo punta i riflettori su quella fetta di patrimonio fatto di paesaggi e piccoli borghi che gravitano attorno alle ferrovie storiche locali, sospese o dismesse, e che se ripristinate, potrebbero diventare una fonte di ricchezza, sia perché stimolerebbero la nascita di nuove economie locali, sia per il riuso delle infrastrutture ma anche per la riconversione del patrimonio immobiliare abbandonato.

 

 

“Abbiamo assistito – dichiara Anna Donati di Kyoto Club e portavoce di AMoDo – ad un coinvolgimento e alla partecipazione dei più importanti soggetti istituzionali, del mondo associativo ferroviario e delle altre organizzazioni di valorizzazione territoriale. Le leggi 128/2017 e 71/2019 sono il punto di riferimento per il riconoscimento legislativo e normativo del concetto di ferrovia turistica e dei treni turistici e, grazie a queste due leggi, è iniziato un percorso condiviso per muovere i primi passi. Rilevante anche l’impegno del Gruppo FS, con investimenti da parte di RFI e Fondazione FS su linee e rotabili, che hanno permesso la riapertura di circa 600 km di linee”.

“Purtroppo – sottolinea Stefano Maggi, Presidente della Fondazione Pozzo – il Covid ha bloccato tutto, perciò dobbiamo lavorare per il 2021, puntando a mantenere alta l’attenzione del Governo sul tema, per il Piano di Spesa Recovery Fund e il nuovo Contratto di Programma di RFI, perché il trasporto ferroviario è essenziale per ridurre le missioni di gas serra come prescrive il Green Deal europeo”.

AMoDo, FIFTM e Fondazione Pozzo nel lungo termine, lanciano così la loro proposta all’esecutivo: linee e treni turistici devono essere riconosciuti come attività stabile delle ferrovie e vanno inseriti sia nel Contratto di Programma tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e RFI, nei contratti tra Regioni e Trenitalia, e l’individuazione di risorse proprie da destinare da parte delle amministrazioni regionali.

“Non mi piace parlare di ‘occasione’ davanti a 36mila morti – precisa Lorenza Bonaccorsi, Sottosegretaria di Stato del MiBACT – ma le difficoltà dovute alla pandemia hanno fatto emergere alcune negatività del nostro turismo e ci hanno indicato che forse il modello pre-Covid non era il più congeniale. Ad esempio, l’impatto eccessivo sulle zone più fragili del Paese come i centri storici. Dobbiamo perciò pensare ora ad un modello economico di turismo che vesta meglio sui nostri territori, sul nostro immenso patrimonio artistico. Non abbiamo bisogno di rincorrere modelli di altri Paesi.

Luigi Cantamessa, Direttore Generale della Fondazione FS, spiega a sua volta che l’estate ha visto una ripresa del traffico turistico ma non ancora sufficiente a coprire tutti i costi di gestione. Il problema secondo Cantamessa è anche nel rapporto tra Stato centrale e Regioni: “è lo Stato che deve riprendere la regia centrale del trasporto ferroviario turistico. Il quadro normativo invece deve tener presente cosa succede linea per linea, cosa accade in ogni Regione”.

Infine, è emerso che il trasporto ferroviario deve essere la spina dorsale del trasporto a cui connettere, attraverso le stazioni, le altre modalità di mobilità dolce come cammini e ciclovie, il sistema di accoglienza e servire le aree interne e il turismo sostenibile.

Comunicato stampa AMoDo – 23 ottobre 2020

Comunicato stampa di Transdolomites. Firmato il contratto che affida in Svizzera il compito di redigere lo studio sulla ferrovia Valli dell’Avisio.

 

Studio “Ferrovia delle Valli dell’Avisio, valutazione di un collegamento ferroviario fra Trento e le Valli dell’Avisio. Affidato l’incarico in Svizzera.

 

Alcuni mesi fa avevamo dato l’annuncio di una intenzione. Ora siamo dare notizia che l’intenzione si è concretizzata.

IL 23 ottobre 2020, Transdolomites ha firmato il contratto che affida allo Studio tecnico IBV Hüsler AG, di Zurigo il compito di realizzare lo  Studio “Ferrovia delle Valli dell’Avisio, valutazione di un collegamento ferroviario fra Trento e le Valli dell’Avisio”

 

Il treno, dopo aver connotato l’epoca del grande sviluppo economico e tecnologico durante la Rivoluzione Industriale, dopo una fase di apparente declino ha saputo ripensare il suo ruolo a servizio delle mutate esigenze del mondo contemporaneo, con particolare riferimento alla sostenibilità ambientale ed al risparmio energetico.

Le linee ferroviarie, grazie anche alle sezioni traversali che a parità di capacità sono notevolmente inferiori a quelle stradali, si inseriscono nel paesaggio in modo discreto, eventualmente arricchendolo con straordinarie opere d’arte come i famosi viadotti delle ferrovie Retiche, che sono diventate vere attrazioni turistiche nel mezzo del panorama alpino.

Non tutti i Paesi e non tutte le Regioni hanno saputo sfruttare questa opportunità. Dove questo è accaduto il successo della ferrovia come mezzo di trasporto ed attrattore turistico è testimoniato dai risultati, anche commerciali, che hanno accompagnato le diverse iniziative che su questo tema si sono susseguite negli anni.

A livello internazionale, l’Unione Europea ha scelto il treno come unico mezzo in grado di garantire il trasporto delle persone e delle merci in modo sostenibile, anche su distanze medio-lunghe ed attraverso le Alpi. Conseguentemente, gli investimenti europei sui trasporti internazionali sono stati concentrati sulla costruzione di ferrovie veloci e pianeggianti che attraversano la catena alpina. Con il tunnel di base del Brennero, ad esempio, nel 2026 Monaco di Baviera sarà a due ore e mezza di treno dalle Dolomiti e 100 milioni di abitanti saranno distanti al massimo 5 ore di viaggio.

Questo scenario rende urgente la progettazione e la costruzione di sistemi locali ferroviari capaci di collegare le valli dolomitiche con il corridoio internazionale che unirà il nord ed il sud dell’Europa attraverso il tunnel ferroviario del Brennero. Questo, non solo per adeguarsi alla politica dei trasporti europea, ma anche per non essere schiacciati dal maggior afflusso di turisti che ne deriverà. Già oggi ci sono valli dolomitiche in cui la qualità del prodotto turistico e le condizioni di vita dei residenti sono penalizzate dalla congestione stradale. Ad esempio, nelle valli Fiemme e Fassa le presenze turistiche invernali ed estive della stagione 2018-19 assommano a 7.378.400 con elevata mobilità giornaliera interna e gravi problemi di congestione in alta stagione ed in estate; ogni giorno accedono in media agli impianti di risalita, nell’arco al massimo di un paio d’ore, 13.500 persone in inverno e 7.000 in estate servendosi dell’auto, di navette e raramente a piedi. Si tratta di numeri adatti ad essere gestiti con mezzi di trasporto di massa.

In questo ambito l’associazione Transdolomites persegue da anni l’obiettivo di realizzare un nuovo collegamento ferroviario tra Trento e Canazei (Alba/Penia) nel cuore delle Dolomiti, chiamato Treno dell’Avisio dal nome del fiume che percorre le tre valli Fassa, Fiemme e Cembra. Questa nuova ferrovia ha l’obiettivo di porsi come mezzo confortevole ed affidabile sia per gli spostamenti pendolari verso i grandi centri nella valle dell’Adige, sia per gli spostamenti turistici, collegando tra loro gli insediamenti turistici, tutti gli impianti di risalita di arroccamento, gli altri impianti sportivi e la pista di fondo/ciclabile. Il modello di riferimento è, come detto, quello della mobilità sostenibile per mezzo dell’integrazione tra tutte le risorse della valle, non solo turistiche, ma anche socioeconomiche (Servizi di Interesse Generale). Tutto questo abbinato alla connessione con la rete ferroviaria ad alta velocità italiana (nord-sud ed est-ovest) ed europea (corridoio TEN-T del Brennero) per poter invogliare all’uso della ferrovia anche per i viaggi di arrivo e di partenza dei turisti, oltre che dei residenti.

Il progetto del Treno dell’Avisio è parte anche di una visione più generale, sostenuta da Transdolomites e da altri autorevoli stakeholder del territorio dolomitico, che intende realizzare una rete di ferrovie alpine per la mobilità locale e turistica. In molti casi è possibile solo realizzare brevi tratti di nuova infrastruttura con cui unire tronchi già esistenti, oppure ripristinare linee dismesse alcuni decenni fa. In questo modo si potrà ottenere una trasversale alpina con orientamento prevalente da est a ovest che collegherà tre Stati (Italia, Austria e Svizzera) e sette Regioni/Cantoni. I criteri progettuali e le scelte gestionali previste per il Treno dell’Avisio, di cui qui è svolta la valutazione tecnico-economica, possono pertanto costituire il modello di riferimento delle opere facenti parte di questa più ampia visione.

 

MOTODOLOGIA

Valutazione Costi Benefici: Standardisierte Bewertung

La valutazione di diverse ipotesi progettuali, per definire le priorità d’intervento e per scegliere tra ipotesi alternative, può essere efficacemente svolta effettuando un’analisi costi benefici. Il ministero dei trasporti tedesco ha codificato e standardizzato (Standardisierte Bewertung) una metodologia di questo tipo per la valutazione di progetti relativi al trasporto pubblico, che definisce la base per determinarne il finanziamento pubblico a livello federale.

Una versione semplificata di questa metodologia è stata usata dal Team del Ing. Hüsler  negli ultimi anni nell’ambito di diversi progetti quali la ferrovia del Mühlkreis a Linz, lo sviluppo della Rete Ferrotranviaria del cantone di Zurigo, la Rete Tranviaria di Graz.

Il metodo si basa sulla quantificazione delle differenze di costi e di benefici tra casi di studio ben definiti (scenario di base, scenario di base attualizzato all’orizzonte temporale prescelto, diverse ipotesi di sviluppo ed intervento). E’ il metodo che verrà utilizzato per lo Studio Avisio

SCENARI DI RIFERIMENTO ED IPOTESI PROGETTUALI

Per la definizione dell’orizzonte temporale di riferimento si prende in considerazione il 2030. In questo modo sarà da considerare l’entrata in servizio del tunnel ferroviario di base del Brennero (al momento è prevista per il 2028).

Lo scenario di riferimento e le ipotesi progettuali sono definiti sulla base di scenari comparativi che partono dal livello minimo che prevede il  normale sviluppo del servizio Bus secondo gli orari attuali (intensificazione delle corse nei momenti di punta) e manutenzione ordinaria della strada (nessun intervento particolare per la velocizzazione del servizio bus/riduzione dei conflitti con il traffico privato). Si tiene conto degli skibus e delle recenti iniziative di potenziamento estivo dei servizi di linea (Fiemme e Fassa), di velocizzazione delle corse dirette a Trento e di prolungamento delle corse SAD per Bolzano. Per passi successivi si arriva alla considerazione del potenziamento del servizio di TPL accompagnato da interventi puntuali sulla rete stradale per velocizzare la mobilità dei mezzi pubblici, lo scenario BRT sino ad arrivare ai vari scenari ferroviari ; la tratta complessiva Trento-Penia, la Trento -Predazzo -Moena via valle di Cembra, il tratto “ interno “ Cavalese-Penia di Canazei.

Si prevedono almeno sette mesi di lavoro per la chiusura dello  studio  per un impegno economico di € 24.000,00 + IVA.

Sperando che la situazione pandemica non incida negativamente sul calendario di lavoro, è nostra intenzione che una volta disponibile lo studio definitivo la sua prima presentazione avvenga  a Zurigo dinnanzi ad una platea di investitori e società ferroviarie svizzere.

Ci presenteremo poi a Trento alla politica ed alla finanza locale per poi organizzare l’evento di presentazione nelle valli dell’Avisio.

Ma intendiamo andare ancora oltre; guardando ovviamente al 2021, ci stiamo attivando  per organizzare una  presentazione ancora più articolata a Bruxelles all’attenzione della Commissione europea, puntando ad invitare  autorevoli stakeholder tra cui le ferrovie italiane, quelle di Germania e Austria.  Questa azione è dettata dal fatto che riteniamo che il progetto di Transdolomites proprio per la sua transnazionalità abbia tutte le carte in regole per essere accolto come un vero progetto europeo di mobilità e papabile ad essere finanziato grazie alle opportunità offerte dal Recovery Found.

In parallelo punteremo a far conoscere la nostra proposta presso i Ministeri competenti a Roma.

Il ruolo dell’Associazione Transdolomites è quello di compiere ogni azione diretta a favorire l’approfondimento di tematiche relative alla mobilità ed al turismo in ambiente alpino attraverso varie forme di attività tra cui la promozione e gestione di studi e svolgendo in parallelo azioni di raccolte pubbliche di fondi al fine di finanziare le attività in oggetto.

Dalla Mozione N. 38 “interventi a sostegno dell’attività di studio e progettazione relativa alla realizzazione di una ferrovia delle Valli dell’Avisio” approvata dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento nella seduta del 12 giugno 2014 la quale chiedeva l’impegno della Giunta provinciale” ad avviare nel più breve tempo possibile lo studio di fattibilità di una ferrovia che colleghi Trento con le valli dell’Avisio, approfondendone, tra l’altro, gli aspetti finanziari” sino ad arrivare al 2017, 17 sono state le Mozioni votate dai Consigli Comunali, Comunità di Valle  delle Valli Fassa, Fiemme e Cembra assieme al Consiglio Comunale di Trento le quali sposarono i principi e la richiesta della Mozione N. 38 del Consiglio Provinciale di Trento.

Le Giunte provinciali che dal 2014 si sono succedute, sino a quella attualmente al Governo, non hanno mai dato seguito a questi Atti di indirizzo che sono provenuti dalle Valli dell’Avisio.

Transdolomites non ha alcuna competenza nell’impegnarsi in uno studio di fattibilità perché titolare di ciò è solo  la Giunta Provinciale.

Transdolomites può però dare una risposta parziale per onorare le richieste delle Mozioni in oggetto e l’incarico affidato agli esperti svizzeri ne è la dimostrazione.

Se da troppi anni i Governi trentini si sono rifiutati da onorare l’impegno per lo studio di fattibilità per la Trento-Penia rimangiandosi di fatto i proclami ed i discorsi pontificanti degli anni di Metroland. Chi  governa tenga presente che  ogni atto politico favorevole a chiedere il progetto Avisio non concederemo  vada in prescrizione. Saremo sempre in prima linea per chiedere si pervenga a ciò.

Se Trento è sorda non lo sono state le valli dell’Avisio dove in previsione dello studio svizzero dalla Valle di Cembra alla Valle di Fassa abbiamo trovato una grande collaborazione e sostegno a favore di questa causa.

A tutti va il nostro più sincero ringraziamento. L’attesa per la ferrovia Avisio cresce, così come in parallelo e coerentemente cresce la voglia di comprendere al meglio il suo potenziale per il futuro turistico di questa parte delle Dolomiti.

 

Cordialmente.

 

Massimo Girardi

Presidente Associazione Transdolomites

Cell. 320.4039769

www.transdolomites.eu

Ferrovie: via a “Valore Paese Italia”, nuove iniziative per il turismo ferroviario

Ferrovie: via a “Valore Paese Italia”, nuove iniziative per il turismo ferroviario

 

Prende il via il progetto Valore Paese Italia. Voluto dal Mibact e sostenuto da Enit, Difesa Servizi Spa, Agenzia del Demanio, Ministero dell’Ambiente, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ferrovie dello Stato, Fondazione Ferrovie dello Stato, Istituto per il Credito Sportivo, Invitalia, Anci e Anas è volto a favorire il turismo sostenibile e valorizzare i beni immobili di pubblica proprietà che hanno una valenza di tipo paesaggistico, artistico e culturale.

>

> “Valore Paese Italia – ha detto il Ministro per i Beni e le Attività

> Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, accomuna in un unico,

> potente strumento tutte le iniziative condotte finora per rendere

> disponibile il demanio pubblico inutilizzato allo sviluppo del turismo

> diffuso. Dimore, case cantoniere, ferrovie storiche, fari, cammini

> possono e devono costituire le infrastrutture del turismo di domani.

> Quando, finita l’emergenza, i flussi turistici dall’estero torneranno

> più impetuosi che mai, dobbiamo trovarci pronti ad attuare quanto

> indicato nel Piano Strategico del Turismo”, per dare valore a tutte le

> “realtà straordinarie di cui il territorio è ricco”, grazie a “un

> turismo diverso, sostenibile e in grado di portare crescita armoniosa

> alle comunità. Con Valore Paese Italia ci prepariamo al turismo di

> domani”.

>

> Il progetto prevede la prosecuzione di alcune iniziative già attuate e

> l’attivazione di altre, volte a dare un contributo allo sviluppo

> economico italiano, con la partnership tra pubblico e privati. Le

> iniziative inserite nel progetto avranno l’obiettivo di migliorare le

> offerte sul piano turistico e culturale e dare valore ai luoghi in

> senso diffuso realizzando circuiti di eccellenza tramite il Sistema

> Italia.

>

>

> Tutte le iniziative fanno riferimento al turismo lento e sostenibile,

> al turismo ferroviario, agli osservatori metereologici e astronomici,

> ai borghi e alle case cantoniere, oltre che alle oasi e ai luoghi

> Unesco, dove i beni immobiliari pubblici saranno valorizzati dandoli

> in gestione alle imprese, al terzo settore e ai giovani.

>

> Con Valore Paese Italia sarà possibile mettere in atto provvedimenti

> organici e coordinati, oltre che creare una piattaforma in cui saranno

> date informazioni in merito ad incentivi e tipologie di finanziamenti

> e aiuti fiscali a livello nazionale, secondo le disposizioni della

Programmazione Europea.

 

Fonte www.ferrovie.info

Riparte l’azione di tesseramento dell’Associazione Transdolomites 2020

 

Con il progressivo rimettersi in moto della società civile anche Transdolomites riprende sul territorio  l’azione di tesseramento per l’anno 2020.

Il periodo pausa forzata  dovuto alle azioni di contenimento della diffusione del Covid-19 ha dato un forte impulso alle questioni ambientali. Non si tratta di schierarsi per una ideologia , ma comprendere che dalle nostre scelte si  lega destino di sopravvivenza del genere umano il quale se  non modificherà il suo modo vivere su  questo pianeta sarà l’unico responsabile della sua estinzione di massa.

I mesi di forzata riduzione delle attività umane su scala mondiale  ha dato modo di evidenziare con maggiore efficacia il modo in cui le nostre azioni generano ricadute negative sulla  qualità della vita e utilizzo del nostro  spazio vitale.

I trasporti hanno un ruolo molto importante per questo genere di ricadute. Non si tratta solo delle emissioni, ma si pensi solo a quanto spazio la mobilità privata ha sottratto alla nostra società emarginando  i cittadini in  uno spazio residuale quasi da “  riserva indiana”

Su molti livelli la coscienza ambientale si è rafforzata . Ora si tratta di farla crescere non sulla base emozionale ma con  scelte coerenti che favoriscano un nuovo sviluppo.

Per decenni in Italia è stata alimentata  una cultura contraria alla mobilità pubblica in particolare ferroviaria.

Nel momento in cui però la qualità dei servizi pubblici e l’alta velocità  si è sviluppata in modo importante  l’attenzione dei cittadini si è progressivamente rivolta ad uno uso più contenuto dell’auto.

Scenario che vedrà affermarsi anche un nuovi scenario per il tema auto; meno auto di proprietà e maggiore uso dell’auto condivisa. Anche le industrie automobilistiche si sono rese conto della nuova tendenza.

Nel settore del turismo in tante regioni italiane è cresciuta la consapevolezza del grande errore che ha prodotto lo smantellamento di migliaia di chilometri di ferrovie ed ora assistiamo alla rinascita dei  progetti di riattivazione di linee ferroviarie da destinarsi alla mobilità pubblica e turistica.

È di queste settimane ad es. la notizia che riguarda le  ferrovie Alcantara -Randazzo la Avellino Rocchetta , Gioia Tauro-Cinquefrondi  e Gioia Tauro-Sinopoli  le quali sono all’attenzione del Ministero dei Beni culturali per i progetti di riattivazione.

Il fronte ferroviario è in grande fermento. Il 2020 in Italia è stato dichiarato l’Anno del Treno Turistico , mentre la Commissione Europea ha dichiarato il 2021 “ l’Anno Europeo delle Ferrovie”

In treno sta conquistando il podio della  mobilità sempre più green e le previsioni indicano che  la domanda della mobilità in treno subirà un forte aumento

In treno, non solo per il fascino del viaggio ma per un trasporto sempre più “pulito”.  Lo dimostra uno studio della svizzera Ubs Research che sottolinea l’apprezzamento della gente per l’aria più pulita a seguito dell’epidemia di Coronavirus. Altro punto di forza è che attorno al viaggio ferroviario  cresce la conoscenza dei territori in cui si viaggia.

Le previsioni per l’alta velocità indicano  un più  10% ogni anno in questo decennio in Europa e si prevede che il settore raggiungerà gli 11 miliardi di euro di investimenti entro il 2022, poiché la crescita della domanda richiederà più materiale rotabile e ampie modifiche alle infrastrutture”. Questo anche perché  l’alta velocità  sulle tratte internazionali  su alcune tratte ha  soppiantato in larga misura le linee aeree, grazie ai tempi di attesa relativamente brevi a alla comodità di partire e di arrivare direttamente ad es. nei  centri delle  città.

La prossima  sfida sarà il potenziamento  del trasporto regionale che in Italia dovrebbe vedere il rinnovo della flotta fino all’80% entro cinque anni. I nuovi treni Rock e Pop, oltre a essere riciclabili fino al 97%, rispondono a importanti requisiti ambientali che permettono di consumare fino al 30% di energia in meno rispetto ai treni di precedente generazione.

A ciò si aggiungerà un’ulteriore sfida. La progettazione e costruzione delle nuove linee ferroviarie AV e mobilità regionale per costruire un serva al meglio i territori.

La mappa in allegato realizzata da Gabriele Dovolavilla su quello che potrebbe essere il futuro sistema ferroviario trentino a seguito della sua implementazione delle nuove linee ferroviarie , tra cui la ferrovia dell’Avisio, permettere di comprendere le potenzialità che potrebbero esprimersi grazie alla modello di mobilità  pubblica integrata .

Ma è solo un inizio perché Transdolomites  prossimamente  presenterà  traguardi  ancora più ambizioni  per dare forza ad una visione di mobilità “ auto free”  non solo provinciale.

A dimostrare che ragionare di ferrovia non significa immaginare un convoglio con dei vagoni che vanno in avanti e indietro, ma è un sistema molto più articolato.

E la Next Generation E.U. cui sta lavorando la Commissione Europea è la grande opportunità per avviare il percorso progettuale ambizioso.

A tutti coloro che credono a questo obiettivo che riteniamo sarà sempre più prioritario, rivolgiamo l’invito a sostenere la nostra associazione con la propria adesione.

Cordialmente.

Massimo Girardi

Presidente associazione Transdolomites

Cell. 320.4039769

 

 

Raggiunti i 275 km/h nella Galleria di base del Ceneri Comunicato stampa AlpTransit

 

Raggiunti i 275 km/h nella Galleria di base del Ceneri

Comunicato stampa AlpTransit

Ripresa riuscita dell’esercizio di prova nella Galleria di base del Ceneri: dal 20 aprile 2020, l’esercizio di prova nella Galleria di base del Ceneri è in pieno svolgimento, nel rigoroso rispetto delle direttive dell’Ufficio Federale della Sanità Pubblica (UFSP). La prima corsa alla velocità massima di 275 km/h si è svolta nella notte fra il 30 aprile e il 1° maggio 2020. Entro il 1° settembre 2020, giorno della consegna della Galleria di base del Ceneri alle FFS, sono previste sotto la direzione di AlpTransit San Gottardo SA (ATG) numerose corse di prova attraverso la galleria di base lunga 15,4 km tra Camorino e Vezia.

Dopo aver ottenuto l’autorizzazione dall’Ufficio Federale dei Trasporti il 17 febbraio 2020, il 1° marzo 2020 ATG ha puntualmente iniziato l’esercizio di prova. Poco dopo, si è svolta la prima corsa di prova con il sistema di protezione dei treni ETCS Level 2. Inoltre, è entrato in servizio il veicolo di misurazione radio FFS per i test alla radio digitale GSM-R e alla radio di galleria.

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Il comunicato integrale si può seguire sul sito www.ferrovie.it

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