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Nelle valli di Fiemme, Fassa, Cembra, da anni si riscontra una crescente presa di coscienza sui limiti della “monocultura dell’automobile” e sulla necessità di riqualificare l’offerta di mobilità del territorio, dotandolo di un moderno sistema di trasporto pubblico complementare all’auto privata. Gas di scarico, rumore, paesaggio deturpato da strade e parcheggi, centri urbani e storici sfigurati e degradati dal traffico automobilistico stanno compromettendo l’immagine locale e la stessa attività turistica soprattutto nell’arco alpino ove troviamo un’ecosfera molto più sensibile e delicata che altrove. Conseguenze di degrado ambientale che si fanno ancora più rilevanti a causa della ristrettezza dello spazio disponibile per gli insediamenti umani. Da cui la richiesta a la necessità di incentivare la mobilità per residenti e turisti incentivando il trasporto pubblico. La domanda che ci si pone è la seguente; in che modo?

Dall’analisi della situazione trasportistica e dalle necessità di giungere ad una soluzione in funzione di un nuovo modello di mobilità sostenibile e di utilizzo delle energie rinnovabili nel settore dei trasporti locali, è andata costituendosi l’Associazione Transdolomites.

Troppo spesso lo scarso successo del trasporto pubblico in Italia viene giustificato con la scusa di una presunta diversità culturale rispetto alle virtuose nazioni a Nord delle Alpi.

Riteniamo che tale considerazione sia errata perchè anche in Italia è possibile offrire servizi di trasporto pubblico di successo. Semmai il problema va ricercato e risolto all’interno dei decisori politici e tecnici, che oggi talora faticano a creare un’offerta di trasporto che metta il cittadino nelle condizioni di potere utilizzare il mezzo pubblico.

La cultura del trasporto pubblico inizia dalla sua progettazione.Se il trasporto pubblico non viene utilizzato significa che l’offerta di servizio che esso attualmente offre non intercetta la domanda.

Il suo obiettivo dove perciò essere quello di muovere persone e non mezzi; l’obiettivo primario della sua pianificazione non deve essere quello di costruire solamente nuove infrastrutture, nemmeno far circolare mezzi , bensì trasportare persone.

Il concetto è di conseguenza partire dal servizio e non dalle opere e ciò riguarda soprattutto il trasporto su rotaia .

I parametri progettuali di un servizio e di una eventuale nuova infrastruttura devono essere calibrati sulla base delle prestazioni richieste al servizio pubblico per intercettare l’eventuale domanda di mobilità, che deve essere adeguatamente analizzata e dimensionata.

La sfida storica è cogliere il momento favorevole e puntare ad una rapida implementazione e realizzazione di un nuovo sistema di trasporto pubblico ove l’importanza economica e sociale degli investimenti porti ad un attenta valutazione e ponderazione delle scelte con una attenta analisi di costi, impatti e benefici.

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