Associazione TransDolomites

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L’associazione Transdolomites persegue da anni l’obiettivo di realizzare un nuovo collegamento ferroviario tra Trento e Canazei (Alba/Penia) nel cuore delle Dolomiti, chiamato Treno dell’Avisio dal nome del fiume che percorre le tre valli Fassa, Fiemme e Cembra.

Questa nuova ferrovia ha l’obiettivo di porsi come mezzo confortevole ed affidabile sia per gli spostamenti pendolari verso i grandi centri nella valle dell’Adige, sia per gli spostamenti turistici, collegando tra loro gli insediamenti turistici, tutti gli impianti di risalita di arroccamento, gli altri impianti sportivi e la pista di fondo/ciclabile.

Il modello di riferimento è, come detto, quello della mobilità sostenibile per mezzo dell’integrazione tra tutte le risorse della valle, non solo turistiche, ma anche socioeconomiche (Servizi di Interesse Generale).

Tutto questo abbinato alla connessione con la rete ferroviaria ad alta velocità italiana (nord-sud ed est-ovest) ed europea (corridoio TEN-T del Brennero) per poter invogliare all’uso della ferrovia anche per i viaggi di arrivo e di partenza dei turisti, oltre che dei residenti.

In linea con questo obiettivo il 23 ottobre 2020, Transdolomites ha firmato il contratto che affida allo Studio tecnico IBV Hüsler AG, di Zurigo il compito di realizzare lo Studio “Ferrovia delle Valli dell’Avisio, valutazione di un collegamento ferroviario fra Trento e le Valli dell’Avisio”.

Studio che riteniamo strategico per valutare il potenziale che questa nuova ferrovia, se realizzata, potrà esprimere per le Valli dell'Avisio, la città di Trento, le Dolomiti.

Se credi nel lavoro che da oltre dieci anni la nostra associazione sta portando avanti a titolo volontario per dotare le Dolomiti di un nuovo sistema di mobilità senza emissioni gassose e sonore, rispettoso dell'ambiente e rispondente alle necessità di mobilità dei residenti e turisti, saremo ben lieti del Tuo sostegno attraverso una donazione seguendo le indicazioni del banner qui sotto citando come causale il contributo a favore dello studio trasporti.

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Nelle valli di Fiemme, Fassa, Cembra, da anni si riscontra una crescente presa di coscienza sui limiti della “monocultura dell’automobile” e sulla necessità di riqualificare l’offerta di mobilità del territorio, dotandolo di un moderno sistema di trasporto pubblico complementare all’auto privata. Gas di scarico, rumore, paesaggio deturpato da strade e parcheggi, centri urbani e storici sfigurati e degradati dal traffico automobilistico stanno compromettendo l’immagine locale e la stessa attività turistica soprattutto nell’arco alpino ove troviamo un’ecosfera molto più sensibile e delicata che altrove. Conseguenze di degrado ambientale che si fanno ancora più rilevanti a causa della ristrettezza dello spazio disponibile per gli insediamenti umani. Da cui la richiesta a la necessità di incentivare la mobilità per residenti e turisti incentivando il trasporto pubblico. La domanda che ci si pone è la seguente; in che modo?

Dall’analisi della situazione trasportistica e dalle necessità di giungere ad una soluzione in funzione di un nuovo modello di mobilità sostenibile e di utilizzo delle energie rinnovabili nel settore dei trasporti locali, è andata costituendosi l’Associazione Transdolomites.

Troppo spesso lo scarso successo del trasporto pubblico in Italia viene giustificato con la scusa di una presunta diversità culturale rispetto alle virtuose nazioni a Nord delle Alpi.

Riteniamo che tale considerazione sia errata perchè anche in Italia è possibile offrire servizi di trasporto pubblico di successo. Semmai il problema va ricercato e risolto all’interno dei decisori politici e tecnici, che oggi talora faticano a creare un’offerta di trasporto che metta il cittadino nelle condizioni di potere utilizzare il mezzo pubblico.

La cultura del trasporto pubblico inizia dalla sua progettazione.Se il trasporto pubblico non viene utilizzato significa che l’offerta di servizio che esso attualmente offre non intercetta la domanda.

Il suo obiettivo dove perciò essere quello di muovere persone e non mezzi; l’obiettivo primario della sua pianificazione non deve essere quello di costruire solamente nuove infrastrutture, nemmeno far circolare mezzi , bensì trasportare persone.

Il concetto è di conseguenza partire dal servizio e non dalle opere e ciò riguarda soprattutto il trasporto su rotaia .

I parametri progettuali di un servizio e di una eventuale nuova infrastruttura devono essere calibrati sulla base delle prestazioni richieste al servizio pubblico per intercettare l’eventuale domanda di mobilità, che deve essere adeguatamente analizzata e dimensionata.

La sfida storica è cogliere il momento favorevole e puntare ad una rapida implementazione e realizzazione di un nuovo sistema di trasporto pubblico ove l’importanza economica e sociale degli investimenti porti ad un attenta valutazione e ponderazione delle scelte con una attenta analisi di costi, impatti e benefici.

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